Le #FakeNews sui «migranti pronti a partire» dall’Africa

Posted on 1 febbraio 2018

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Periodicamente e da fonti diverse arriva la notizia che un numero enorme di migranti sarebbe pronto a partire dall’Africa per sbarcare sulle nostre spiagge. Ci si riferisce sempre ai migranti che tentano l’avventura sui barconi, che sono gli spaventacristiani usati dalle destre europee e da quella italiana in particolare, anche se ne arrivano e ne potrebbero arrivare di più legalmente, sono infatti molti di più gli africani che potrebbero sbarcare nel nostro paese con un visto turistico, arrivando in aereo e viaggiando comodamente, senza rischi e senza metterci dei mesi.

Non arrivano a milioni perché solo una minoranza dei migrati e migranti africani, circa il 10%, punta verso l’Europa. Ma la realtà non interessa, la politica vive d’allarmi e di annunci, poco importa che i primi siano veri o che i secondi presentino provvedimenti efficaci.

È di questi giorni il più recente allarme sui «migranti pronti a partire» dall’Africa

La realtà ci dice che dal 2002 al 2014 dal mare sono arrivati in «oltre mezzo milione», ai quali ne vanno aggiunti quasi altrettanti dal 2014 a oggi, per un totale di circa un milione in 15 anni. L’impennata negli ultimi anni è stata alimentata dai sommovimenti nei paesi arabi, ma anche una media che si situa attorno ai centomila sbarcati all’anno non rappresenta certo un’invasione per l’Italia e ancora meno per l’Europa, a vedere Vasco Rossi ce n’erano il doppio e in Italia siamo in 60 milioni, più di mezzo miliardo in Europa.

Altri dati ci dicono infatti che di quelli arrivati dal mare ne sono rimasti pochi, almeno i due terzi di questi infatti si sono dileguati appena arrivati per raggiungere altri paesi europei. I dati dicono anche che nel complesso dell’immigrazione europea gli arrivi con i barconi sulle coste italiane sono una porzione modesta, non è fermando gli sbarchi che si ferma l’immigrazione.

L’unico dato peculiare di questo modo di raggiungere l’Europa è l’elevata mortalità tra quanti tentano il viaggio per mare su gommoni e barconi, una vera strage. Un’altra peculiarità è che gli arrivi di disperati via mare consentono di riprendere grossi gruppi di uomini neri e poveri che sbarcano in massa sulle nostre coste, fornendo così le immagini giuste per supportare l’allarme su una presunta invasione in corso, invasione che invece nei numeri non c’è. Questo è il dettaglio che spiega la spasmodica attenzione sul tema e l’impossibilità di risolvere la crisi facendo attraversare il mare a questa gente in maniera legale e sicura.

Se sono tanti che li lascerebbero annegare senza soccorrerli, sono ancora di più quelli che impazzirebbero all’idea d’aiutarli nella traversata permettendo che s’imbarchino in maniera sicura. Opzione che tra l’altro porterebbe enormi risparmi di vite e di spese pubbliche e private, ma del tutto impraticabile perché nel dibattito prevale l’irrazionalità, peraltro alimentata da questo genere di «informazione» imprecisa, che sembra tanto propaganda.

Dati allarmanti quelli presentati da Repubblica, eppure a settembre erano appena in 26.000 pronti a partire, una «bomba umana» per Il Giornale, che però sembra un petardo al confronto di un milione d’africani pronto a sbarcare sulle nostre spiagge, presumibilmente dopo aver camminato sulle acque perché i barconi per portare un milione di persone non ci sono ancora. Stupisce comunque che la stima del milione sia sfuggita al quotidiano di Sallusti, di solito molto attento alla questione.

Questo genere d’annunci è ricorrente ed è un fenomeno cominciato più o meno in contemporanea con i primi sbarchi all’alba del nuovo secolo. Le fonti delle stime sono le più varie e nessuno spiega mai il metodo sul quale siano fondate, dando origine così a quella che in tutta evidenza sembra una tombola al servizio dell’agenda politica di politici, partiti, agenzie e governi interessati al fenomeno.

Numeri (molto) diversi presentati acriticamente anche a distanza di pochi mesi dalle stesse testate, il Sole 24 Ore per esempio ha presentato nel marzo 2016 una Mogherini che ne annunciava mezzo milione ed Europol che a maggio rilanciava a ottocentomila.

Per «l’inviato speciale dell’ONU» a settembre erano invece 235.000.

L’anno prima era stato il direttore di Frontex a denunciare la presenza di 500.000 migranti in partenza:

 

 

Nel 2014 invece era stato il Viminale a stimare il numero in ottocentomila.


Numeri e annunci che non vogliono dire nulla e che hanno dimostrato di non avere niente a che fare con i numeri reali degli sbarchi registrati in seguito, a dimostrazione del fatto che l’utilità di questo genere d’annunci è puramente politica e che quei dati, anche qualora abbiano qualche fondamento, non servono ad altro. Servono solo a fare allarmismo, a spaventare gli spaventabili e a eccitare gli xenofobi.

 

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