Dove migrano gli africani

Posted on 21 settembre 2014

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Nonostante la recente isteria agitata da alcuni politici interessati, gli africani emigrati al di fuori del loro continente non sono molti e quelli che arrivano dall’Africa sub-sahariana sono ancora meno. Ancora di meno quelli che arrivano in Europa attraversando il mare.

L’Africa non è popolata molto densamente, comprende il 20,4% delle terre emerse e con un miliardo e cento milioni di abitanti ospita circa il 15% della popolazione mondiale. L’Africa è anche un continente giovane, il 50% dei suoi abitanti è compreso nella forbice demografica tra zero e diciannove anni. Gli africani emigrati volontariamente al di fuori del continente non sono molti, quelli emigrati in epoca moderna si stimano in una trentina di milioni e provengono in particolare dal Nordafrica e dai paesi meno poveri.

La propensione a migrare degli africani è diversa a seconda dei paesi e delle religioni e i pattern migratori (dati della Banca Mondiale)  sono influenzati anche dal gradi d’istruzione e dal reddito. Circa due terzi dei migranti dall’Africa sub-sahariana ad esempio, si dirige verso i paesi confinanti, ma anche nell’Africa Occidentale il 70% dei migranti resta nella regione. In particolare i più poveri e meno qualificati, con il crescere del reddito personale o nazionale aumenta la propensione all’emigrazione extra-continentale, i migranti dai paesi poveri vanno verso i paesi vicini più ricchi, dai quali invece si emigra invece verso altri continenti. Una dinamica particolarmente negativa per i paesi di provenienza, che spesso spendono preziose risorse per formare professionalità che poi saranno spese, forse, all’estero. Il 90% dell’emigrazione dai paesi del Nordafrica abbandona il continente, per lo più diretta verso l’Europa, contro il 41% di quelli dell’Africa Orientale, il 39% dell’Africa Centrale, il 24% dell’Africa Occidentale e il 28% dell’Africa Meridionale.  Si emigra soprattutto dai paesi più piccoli e meno popolosi, da Capo Verde se n’è andato più del 35% degli abitanti, ma ha appena mezzo milione d’abitanti.

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Emigrare costa e la maggior parte dei migranti africani lascia il continente legalmente, la via  delle traversate e degli sbarchi clandestini è riservata ai più disperati, che spesso vi arrivano dopo odissee durate anni, ed è spesso la scelta di chi fugge dalle guerre o da regimi che non apprezzano questo genere d’iniziative, come ad esempio l’Eritrea, un regime che opprime i cittadini al punto di non permettere loro nemmeno la fuga. I migranti africani in genere sono uomini (il 90%) e di preferenza si dirigono verso i paesi che sono il loro referente coloniale, per questo Gran Bretagna e Francia sono in testa alle preferenze degli espatriati africani.

La maggior parte degli africani emigra quindi in altri paesi africani, tra quelli che emigrano fuori dal continente l’Europa resta la meta preferita per quasi il 50%, tra le classi agiate, sudafricani e nigeriani vanno molto gli Stati Uniti, per i nordafricani è attraente anche l’Asia, in particolare il Medio Oriente e i paesi del Golfo, mentre gli abitanti dell’Africa Orientale sono attirati soprattutto dai paesi del Golfo e in parte dall’Asia, che con il fitto interscambio tra Cina e paesi africani ha aperto anche una via che porta l’immigrazione africana fino alle metropoli cinesi. I paesi africani preferiti sono invece la Costa d’Avorio (16%), il Sudafrica (12%) e il Burkina Faso (6%).

Alle migrazioni si aggiungono poi i numeri enormi dei rifugiati, calati nel decennio 2000-2010 rispetto al decennio da record precedente, ma ora di nuovo in crescita grazie a diverse crisi. Ondate umane che spesso caricano i paesi ospiti di un peso molto gravoso per anni, se non decenni, e che generano anche un’emigrazione non documentata che può essere solo stimata, ma che ammonta comunque a una frazione di quella rintracciabile. L’emigrazione per i paesi africani è un’arma a doppio taglio, perché drena risorse intellettuali e competenze dai paesi più poveri a quelli più ricchi, dove possono essere monetizzate e spesso riporta in patria ben poco, perché di emigrati che ritornano non ce ne sono troppi. Sostanzioso è il contributo in termini di rimesse da parte degli emigranti, che però è variamente taglieggiato da leggi e regolamenti che consentono a banche e istituzioni finanziarie nazionali e internazionali di lucrare sui trasferimenti, tanto che il costo per inviare 200 dollari in un paese sub-sahariano dall’estero è mediamente del 12%, contro il comunque carissimo 8% di altre regioni in via di sviluppo.

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A migrare sono quindi i più capaci e determinati e quelli che scappano con le famiglie sono per lo più veri e propri profughi, i più indifesi, quelli che poi finiscono vittime di delinquenti che possono assumere le vesti di poliziotti o passeur, ma anche quelle di veri e propri briganti come quelli che infieriscono all’inverosimile sui migranti africani in Yemen, nel Sinai o in qualche campo di transito nei deserti più remoti. I migranti che arrivano sulle nostre coste per mare dall’Africa, ultimamente una minoranza sovrastata dai profughi siriani, hanno viaggiato via terra a tappe per settimane, quando non per mesi o per anni, fermandosi a lavorare per guadagnare i soldi necessari per la tappa successiva. E in genere sono una minoranza di quanti arrivano nei paesi del Nordafrica, sono molti di più quelli che si fermano nelle grandi città o in Libia,uno dei paesi preferiti, tanto che probabilmente vivono più migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana sulla sponda Sud del Mediterraneo che in Europa, solo il 38% di quelli che arrivano nei paesi del Maghreb attraversa poi il mare. Una regione nella quale la profilassi sanitaria è sicuramente più scarsa che da noi, la loro presenza percentualmente più elevata e dove non si sono registrate epidemie, ne di ebola, ne di altro, tanto per far giustizia di quel tipo di terrorismo ricordato in apertura.

Per stare ai numeri, nel 2006 gli immigrati dal Nordafrica in Europa erano 2,6 milioni e quelli dall’Africa Occidentale appena ottocentomila, nonostante abbiano registrato un’emorragia di emigranti notevole. I dati più recenti dicono di 4,6 immigrati africani in Europa, che con quelli immigrati illegalmente o con visti e permessi che non li qualificano come migranti, ad esempio turisti o studenti, arriverebbero a circa 7, non molti a fronte di oltre un miliardo di abitanti ospitati nel continente. A oggi l’immigrazione dall’Africa verso l’Europa è buona terza alle spalle di quella asiatica e sudamericana eppure da anni sembra che gli africani bussino alle nostre porte e periodicamente c’è qualche astuto che si alza e dichiara che si stanno preparando a milioni per attraversare il mare. Non si sa nemmeno con cosa l’attraverserebbero, ma ovviamente a chi inventa panzane del genere interessa poco, così come non interessa sapere che nel nostro paese d’immigrati ne arriva un numero tutto sommato contenuto a paragone di altri paesi europei, che ne ospitano e ne ricevono molti più di noi, non solo di quelli africani.

Pubblicato in Giornalettismo

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