I soldatini italiani sterminati in Iraq

Posted on 15 gennaio 2018

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Chi è stato bambino negli anni ’70 ha avuto la ventura di giocare con i soldatini in scala HO prodotti da diverse aziende a partire dalla fine degli anni ’60 fino agli anni ’80, quando l’avvento dei robottoni giapponesi e dei videogame diede un colpo mortale a tutta l’industria. Piccoli, venduti in confezioni economiche eppure discretamente curati, i soldatini conquistarono molti bambini italiani ed europei che potevano scegliere tra quelli che riproducevano i protagonisti di diverse guerre in diversi periodi storici, anche se il favore dei bambini finiva per dividersi tra indiani & cowboy e i soldatini e mezzi della seconda guerra mondiale. I soldatini erano di un unico colore, quello della plastica che di solito era diverso per ogni serie, e potevano essere dipinti con pazienza e attenzione. Ma non lo faceva nessuno o quasi perché soldatini e mezzi (robusti e assemblabili con pochi incastri e senza colla) non erano destinati ai modellisti, ma a bambini che tenevano più a lanciarli subito in battaglie immaginarie che a decorarli.

La principale azienda italiana del settore era l’Atlantic di Treviglio, in provincia di Bergamo, della quale ho trovato riassunta la storia in un fornitissimo sito d’appassionati che, insieme a cataloghi e immagini, ha raccolto anche le storie delle aziende che producevano i soldatini. Un sito che vale la pena di visitare con calma se avete trascorso ore e giorni in loro compagnia.

La pubblictà dei soldatini Atlantic, chiaramente rivolta ai bambini. Alle bambine l’azienda proponeva il supermarket.

E proprio dal riassunto della storia dell’Atlantic si viene a sapere che gli stampi con i quali realizzavano i soldatini, una volta chiusa l’azienda, andarono a finire in Iraq e poi tristemente in fumo. Fu infatti un’azienda irachena a comprare gli stampi per cercare di produrre e commercializzare i soldatini in patria, determinando involontariamente la loro distruzione:

La stragrande maggioranza degli stampi furono acquistati intorno al ’90 da una societa’ iraqena che intendeva riproporre il soldatino in medio oriente. A causa dell’embargo ONU, il materiale resto’ a lungo bloccato in Italia, prima di arrivare – via Giordania – alla fabbrica di destinazione in Iraq. Sembra ormai certo che tale fabbrica sia stata bombardata e distrutta durante la prima guerra del Golfo, e che le speranze di recuperare gli stampi siano svanite. Si sono salvati stampi per soli 17-18 set in scala HO, rilevati dalla italiana Nexus insieme alla proprieta’ del logo e del marchio Atlantic.

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Posted in: Bagatelle, Italia