Le fake news di Michele Serra

Posted on 22 gennaio 2017

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L’amaca di Michele Serra è finita in cima alla prima pagina di Repubblica, ma questo non ha evidentemente incentivato il giornalista a migliorare la qualità della sua striscia quotidiana, che oggi registra l’ennesimo scivolone figlio d’approssimazione e ignoranza dei temi con i quali il nostro si cimenta. Oggi Serra vuole dirci che il rozzo Trump messo accanto a Obama fa una pessima figura. Conclusione che non è certo una novità o una brillante intuizione originale, così per dare più forza e colore al pezzo s’è avventurato in un assurdo, quanto falso, paragone tra gli avi dei due:

«Si poteva intuire, risalendo per li rami, che il cow-boy trisavolo di Trump, quando entrava nel saloon con lo stuzzicadenti in bocca, non era molto più chic del bisavolo di Obama nei campi di cotone. E almeno gli avi di Obama cantavano il blues e non quel terribile country con la giacca bianca piena di frange.»

Come molti prima lui, Serra qui compie la penosa operazione di costruire una realtà adatta alla conclusione che vuole raggiungere, ma lo fa maldestramente, mettendo in fila una notevole serie di  clamorose falsità, fino a costruire una post-verità nella quale tutti i pezzi s’incastrano alla perfezione come desiderato dall’autore. Falsità figlie di approssimazione e di un tirare a indovinare tipico di un certo giornalismo italiano, talmente pigro da non compiere nemmeno le più elementari verifiche. La storia delle famiglie Trump e Obama è lì, a un click di distanza per tutti, ma Serra ha manifestato più e più volte fastidio e sfiducia per le informazioni che corrono in rete e quindi, evidentemente, ha saltato il passaggio ed è partito in quarta inventandosi due alberi genealogici che potessero sostenere le conclusioni alle quali voleva arrivare.

Purtroppo per Serra gli avi di Donald Trump non sono mai stati cow-boy, suo nonno è nato in Baviera e sua nonna in Scozia. Nessuna delle due famiglie è mai vissuta nel West, ma sulla costa Est, a New York, quanto di più lontano esista negli Stati Uniti dal West dei cow-boy. Il nonno di Trump una volta arrivato in America fece il barbiere e poi si lanciò nel settore immobiliare, carriera poi seguita del figlio e dal nipote, ora presidente. La cafonaggine di Trump non è quella del campagnolo, ma quella del figlio di un ricco abitante di New York, la cafonaggine del nato ricco che non ha studiato molto e che ha passato la vita a far soldi in modi spesso discutibili.

Anche la descrizione del bisavolo di Obama è del tutto falsa, perché la madre di Obama è bianca ed è originaria del Kansas, mentre suo padre è nato e vissuto in Kenya e ovviamente non discende da schiavi portati in America, l’ex presidente non è per niente «pronipote di schiavi» come lo presenta Serra aprendo il pezzo. È Obama, dei due, quello che ha i cow-boy tra gli avi, la madre era addirittura parente di Buffalo Bill alla lontana, e sono i suoi avi quelli che più probabilmente ballavano al ritmo del country.

Ci sono i cow-boy tra gli avi di Obama, non ce ne sono invece tra quelli di Trump, la famiglia del quale i cow-boy li ha visti solo in televisione, proprio come Michele Serra.

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