La bandiera dell’ISIS al Gay Pride di Londra

Posted on 27 giugno 2015

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CNN ha dato la notizia parlando di una «Unnerving sight», una visione inquietante, e dando la parola a una reporter da Londra, che ha riferito con voce tesa e preoccupata di come la bandiera dell’ISIS non abbia disturbato nessuna delle migliaia di persone che marciavano felici. E che fosse una bandiera dell’ISIS lei non aveva dubbi, anche se le scritte non erano in «arabic», ma espresse in qualche carattere estroso, «But it’s very distinctively the ISIS flag», si vede proprio che è una bandiera dell’ISIS. Una presenza inquietante, per di più retta da uno che non era vestito come gli altri vicini, ma con una maglietta nera e pantaloni bianchi, niente colori sgargianti come gli altri partecipanti, ma i colori dell’ISIS. Con grande scorno della donna poi, nemmeno la polizia che ha provato a interpellare si è mostrata interessata alla questione. Sono andati avanti così per 6 minuti e mezzo.

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Peccato che non fosse proprio un tentativo d’imitare la bandiera dell’ISIS con scopi inquietanti, e infatti nessuno si è inquietato a parte la testimone da Londra, l’esperto di national security (che qualche dubbio ce l’aveva) e la redazione di CNN, incapaci di realizzare che sulla bandiera non c’erano scritte in caratteri estrosi, ma file di dildo, dilatatori anali e altri sex toy. Ecco perché non s’indignava nessuno, non è che gli omosessuali e le omosessuali abbiano simpatia per l’ISIS, è che si è dimostrato che sono mediamente molto più svegli della reporter, dell’esperto in studio e della redazione di CNN, che ora ha rimosso il video (che trovate qui in fondo) senza peraltro scusarsi con gli spettatori e metterli a parte dell’errore.


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Ecco il drappo in tutto il suo splendore

Considerando che sulla bandiera dell’ISIS c’è una professione di fede nella quale si citano Dio e il Profeta, c’è da esser sicuri che gli unici inquietabili da una trovata del genere saranno proprio i fedeli musulmani e  ancora di più i più puri tra i puri. Un’offesa che è gravissima per persone del genere, tanto devote quanto suscettibili. Coraggioso e sfrontato quindi il portabandiera, che tra i suoi obiettivi sicuramente non aveva quello di finire indicato da CNN come un infiltrato dell’ISIS al Gay Pride. In ogni caso l’errore ha sollevato uno tsunami di prese in giro all’indirizzo del network americano e della professionalità dei coinvolti. 

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