Il cookie avvelenato ucciderà blog e siti?

Posted on 2 giugno 2015

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Da oggi entra in vigore quella che è stata chiamata “Cookie Law” e che impone a chiunque sia titolare di una pagina web di adeguarsi a una lista incredibile di prescrizioni, relativa alla gestione dei cookie. Non importa se la pagina abbia scopo di lucro o meno e non importa se sia un servizio offerto chiavi in mano da un gestore, tutti si devono adeguare e devono adempiere. L’adempimento si risolve nel fornire una serie d’informazioni sui cookie di terze parti e nel produrre informative a proposito dei cookie che ad esempio si trovano su tutte le pagine di questo blog. Così se c’è incorporato un video di YouTube serve indicare un link alla policy di Youtube, lo stesso vale per i bottoni dei social network e con quanto occasionalmente può finire pubblicato in un sito, sia il video di un network straniero o un servizio di Google.

Purtroppo nessuno dei fornitori di servizi di blogging o microblogging è riuscito a fornire un servizio semplice e comprensivo delle informative ai propri utenti, ci sono solo servizi a pagamento e adeguarsi costa tempo e denaro. Adeguarsi è necessario anche se il sito non ospita che cookie «tecnici», quelli che non tracciano gli utenti, bisogna comunque pubblicare un’informativa ai sensi di legge personalizzata.

Il non far nulla costa caro, le sanzioni partono da 6.000 euro e una volta comminate serviranno soldi per contestarle. Costi e iter chiaramente insopportabili per chi voglia mantenere un sito nella piena legalità e ottemperare così a una previsione di legge fondamentalmente giusta, quanto implementata malissimo e ovviamente a spese degli ultimi, molti dei quali magari hanno una pagina inattiva da anni o un sito personale nel quale non hanno mai pensato d’installare cookie. Tutte persone che ora hanno una sola alternativa al chiudere tutto e mettere offline quelle pagine: traslocare le proprie attività su Facebook o altre sistemi chiusi che non lascino quest’onere impossibile sulle spalle degli utenti più deboli e meno avvertiti. Un brutto colpo al pluralismo e alla libertà d’espressione, una legge fatta male alla quale qualcuno dobrebbe mettere rimedio.

C’è una petizione che chiede un ripensamento al governo e presto ci saranno i lamenti e le storie dei primi multati per merito di legislatori tanto periti, cambierà qualcosa?

P.s. Coerentemente con quanto sopra e in solidarietà con quanti nemmeno sanno che spada di Damocle penda sul loro sito o che non hanno idea di come fare a mettersi in regola, non ho alcuna intenzione di adeguare questo blog fino a che non saranno disponibili regole o strumenti che rendano possibile farlo con estrema facilità anche agli utenti meno attrezzati.

Aggiornamento: A conferma di quanto sopra, ecco la posizione del Garante allo scoccare della scadenza:

garante

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