La macchina del fango che ricicla i crimini degli immigrati

Posted on 4 giugno 2015

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Ieri era giornata moscia per le notizie d’immigrati criminali. Anzi, ha fatto scalpore – al contrario – la notizia di una feroce aggressione razzista a Roma, lestamente derubricata a banale «lite» da parecchi giornali (e da altri totalmente dimenticata). Nonostante la penuria, Il Giornale pubblicava il video di un’aggressione sessuale perpetrata da un «immigrato africano» (da notare «africano» in neretto):

stupro

Il fatto è avvenuto in Israele, ma l’assenza di riferimenti nel titolo ha provocato la consueta marea di commenti sui social network, da parte di chi ha creduto che l’episodio abbia avuto luogo in Italia perché non ha perso tempo a leggere l’articolo.

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C’è però tutta una serie di problemi posti da questa «notizia» e dal video, scaricato da Liveleaks senza alcun riferimento a una qualsiasi fonte che non fosse appunto il logo del servizio video, e pertanto verificabile con difficoltà. Un problema ad esempio è dato dall’immagine usata per decorare il pezzo, che ritrae una folla di stranieri a caso, che così si trovano incolpevolmente associati a un tentativo di stupro.

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Un altro problema è che la pubblicazione del video e l’aggressione risalgono alla fine di marzo. In più la donna non è stata salvata dal cane, e aggiungiamoci pure che in Israele non è stata l’aggressione a destare sensazione, all’epoca, ma il fatto che nessuno dei passanti nell’affollato tratto di strada sia intervenuto prima che una donna decidesse di chiamare la polizia. L’aggressore peraltro è risultato uno squilibrato, che la mattina del 19 marzo ha deciso d’aggredire una donna su un marciapiede in piena vista. Nonostante si tratti di un immigrato illegale, la stampa israeliana ha trovato più degno di nota che per lunghi minuti, lunghissimi per la vittima, nessuno dei numerosi passanti sia intervenuto. Cosa peraltro successa anche in occasione dell’agguato di Roma in cui un ragazzo ha perso due dita.

Resta da chiedersi perché una notizia del genere sia tornata alla ribalta raccontata così, ma forse la risposta è nei commenti che subito hanno aggiunto orrore alla storia, senza nemmeno leggerla o verificarla. L’indignazione un tanto al chilo è puntata contro gli stranieri: dacci oggi il nostro immigrato criminale quotidiano.

Aggiornamento: per una singolare coincidenza lo stesso video è stato pubblicato il giorno prima e con le stesse modalità da Libero, che di suo nel titolo ci ha messo che la violenza è stata consumata, ma almeno non ha omesso che il fatto si sia verificato in Israele.

Pubblicato in Giornalettismo

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