Il nostro Colosseo 2.0

Posted on 19 aprile 2013

0



Nelle ultime ore si sono moltiplicati gli account Twitter che cercano d’impersonare il diciannovenne Dzhokhar Tsarnaev, che invece ne possiede uno inattivo da tempo.

L’account di @Dzhokhar_ sembra inattivo dal 27 dicembre, sono visibili solo 10 tweet, in gran parte dedicati al calcio, uno solo che si riferisce al massacro nella scuola di Sandy Hook, linkando una teoria complottista del genere di quelle che vedono “previsioni” di questo genere di attacchi nelle scene di film prodotti anni prima (P.s. Emergerà poi @J_tsar, account molto più attivo, ma di tenore ugualmente leggero). Nessun riferimento alla religione, nessun riferimento alla Cecenia, il luogo d’origine esatto di quello che è un gruppo famigliare da tempo integrato più o meno comodamente negli Stati Uniti e che ora appare incredulo e ingenuo di fronte  all’assalto delle telecamere dei grandi network che chiedono dei due fratelli, i “Boston Bombers Brothers”, come rischiano di passare alla storia criminale degli States, il più giovane nato in Kirgyzistan e l’altro in Russia.

Tra gli oltre mille che seguiva su Twitter non ci sono all’apparenza “terroristi”, ma solo fan di calcio o appassionati d’attività innocue, nessuno che scriva in cirillico, usato invece dal fratello maggiore. Attivissimi invece i fake, che sfidano la polizia, inneggiano alla libertà o comunque sfidano il mondo, ne sono spuntati persino ad evocare il fratello Tamerlan, ucciso qualche ora fa in un aspro conflitto a fuoco con la polizia.

La polizia di Boston ha pregato gli utenti di Twitter di non impersonare i sospetti e in generale gli utenti della rete di non mettere in streaming gli scanner, che rimbalzano le comunicazioni radio delle forze dell’ordine in zona in tutto il mondo. Compreso probabilmente il luogo dov’è l’uomo al momento più ricercato d’America, che secondo le autorità è armatissimo e per di più avrebbe addosso, o comunque con sé, anche una certa quantità d’esplosivo. Un circo che galleggia su una tragedia ancora in corso, con la probabilità altissima che il numero delle vittime di questa vicenda aumenti, ma dietro a milioni di schermi c’è la folla di chi fa il tifo per la (almeno) salvezza della preda e di chi vuole vederla abbattuta. Al Colosseo non era tanto diverso e proprio come al Colosseo la sorte di quelli nell’arena non è davvero importante.

Pubblicato in Giornalettismo.

Messo il tag: , ,