Ecclestone e Todt, parlano gli sciacalli del Bahrein

Posted on 19 aprile 2013

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In Bahrein da oltre due anni ci sono proteste quotidiane, represse brutalmente da un regime monarchico di stampo feudale.

Bernie Ecclestone e Jean Todt sanno benissimo quel che accade in Bahrein, due anni fa hanno dovuto saltare l’appuntamento perché non c’erano le condizioni di sicurezza per correrlo, l’anno scorso ce l’hanno fatta tra mille polemiche che hanno ignorato e oggi continuano con la tattica del negazionismo plateale e assoluto di fronte alle proteste e ai tanti a non collaborare con un regime spietato, che si mantiene al potere solo grazie all’impiego di mercenari stranieri e al supporto delle truppe saudite di rinforzo.

Così ha risposto Jean Todt, presidente della FIA:

Grazie per la vostra recente email riguardante lo svolgimento del Gran Premio FIA di Formula Uno in Bahrein. prendo nota delle vostre preoccupazioni e di quelle delle organizzazioni alle quali siete collegati.

La FIA è una federazione sportiva che si occupa (anche) di mobilità, incaricata di regolare lo sport motoristico nel mondo così come di rappresentare 80 milioni di automobilisti sulle questioni della sicurezza stradale, delle sostenibilità e dei trasporti integrati. È nostra ferma convinzione che lo sport, e il Gran Premio di Formula 1, possano avere un effetto positivo ed essere di sollievo in una situazione nella quale il conflitto, la rivolta sociale e le tensioni stanno creando problemi.

Ancora grazie per la vostra nota

Cordiali saluti

ecclestone1Ad averne la forza ci sarebbe da chiedersi perché allora non corrano nei paesi poveri o in quelli in guerra, ma è meglio conservare il fiato per godersi Bernie Ecclestone, che è stato più sintetico, ma se possibile ancora più sfacciato:

È una grande vergogna che questo non sia stato portato a mia conoscenza prima del settembre 2012, quando la il calendario del FIA Formula One World Championship è stato compilato e ora è troppo tardi per effettuare quasiasi cambiamento nel calendario.

Non ho ricevuto alcuna lamentela da parte dei giornalisti a proposito dei loro accrediti per l’evento di quest’anno.

Cordiali saluti


L’ultima riga si riferisce a quella parte della lettera che citava le restrizioni all’ingresso della stampa nel paese, nemmeno di quelle Ecclestone si è detto al corrente, anche se in parecchi glielo hanno già fatto notare in passato. Ora mancano solo i rappresentanti delle squadre, tra i quali non si sottrarranno quelli di Ferrari, che in Montezemolo ha un grande fan e socio dei tiranni del Golfo.

Pubblicato in Giornalettismo

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