La bufala dell’attacco del terrorista a Pompei

Posted on 29 marzo 2018

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Un giovane algerino, già espulso dalla Francia e dall’Italia, ruba una Panda e arriva indisturbato davanti al santuario di Pompei, imboccando una via contromano a causa dello stato confusionale in cui si trova.

Giunto davanti al santuario due vigili gli si avvicinano e lui fugge a piedi, ma solo per finire intercettato dai carabinieri a bordo di un autobus. Non ha investito niente e nessuno, non ha provocato pericoli e non si è mai mostrato aggressivo. Niente terrore tra i fedeli, niente pedoni spaventati, nessun allarme. A Pompei non lo sa nessuno che c’è stato un attacco terroristico.

Il fatto ha assunto rilevanza solo oggi, la sua condanna è di martedì scorso mentre i fatti risalgono al giorno prima, e solo perché nella sentenza di condanna il giudice ha chiesto al pubblico ministero di valutare se trasmettere gli atti al pool antiterrorismo della Procura di Napoli. L’uomo ha ammesso l’assunzione di sostanze psicotrope prima di mettersi alla guida, forse, «per sentirsi più vicino ad Allah» e la cosa ha inquietato il giudice, ma soprattutto che ha eccitato la fantasia dei titolisti.

Per molti organi di stampa il suo è diventato così un attacco terroristico in nome di Allah, e molti si sono lasciati andare con la fantasia aggiungendo «schianti» che non ci sono mai stati e pericoli per i fedeli che non emergono dalle cronache più puntali e precise, come quella del Mattino, che ha titolato giustamenteAlgerino contromano su auto rubata verso il Santuario di Pompei: fermato .

Molto più fantasiosi quelli che han comunicato ai loro lettori un attacco terroristico che non c’è mai stato, tra i numerossisimi esempi di questo tipo c’è il titolo del Corriere del Mezzogiorno:
Algerino si lancia con un’auto verso il Santuario di Pompei: «L’ho fatto nel nome di Allah».

Segue Il Giornale: Attacco di un algerino con l’auto: terrore al Santuario di Pompei.
Strage sfiorata sul viale pedonale che porta alla basilica. Dopo aver rubato un’auto l’immigrato drogato si è lanciato contro i fedeli.

Blitz quotidiano ci racconta una situazione surreale: Pompei: algerino contromano in auto mentre inneggia ad Allah.

Apoteosi per il Primato Nazionale, il sito di Casapound: A folle velocità contro il Santuario di Pompei, condannato clandestino: “L’ho fatto per Allah”.

Poi si legge la cronaca locale, lontana da strumentalizzazioni e iperboli e tutto si riduce a:

Dagli accertamenti è emerso che l’auto, una Panda, era stata rubata a Terzigno, nel Vesuviano, alle 14 del giorno stesso alla “bravata”. Qualche ora più tardi il ragazzo si è poi recato a Pompei dove, a bordo della vettura, ha percorso via Lepanto – la strada che porta davanti alla basilica – fino ad arrivare in piazza Bartolo Longo, senza trovare ostacoli alla percorribilità delle automobili, come fioriere e transenne, rimossi per agevolare l’allestimento di un palco per la via Crucis pasquale. Una volta giunto nell’area pedonale antistante il santuario il giovane è stato avvicinato dai vigili urbani che hanno cercato di bloccarlo. L’algerino è fuggito e gli agenti hanno avvertito i carabinieri che lo hanno scovato su un bus dove è stato arrestato per furto d’auto e false dichiarazioni.

Segue condanna severa per direttissima, per il furto della Panda e per le dichiarazioni mendaci ai carabinieri.

Nessuna traccia del resto delle fantasie.

Fine della storia.

 

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