Il dispetto di MBS, vuol trasformare la penisola del Qatar in un’isola

Posted on 10 aprile 2018

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Il blocco del Qatar da parte dell’Arabia Saudita, illegale nonché assecondato solo da Emirati, Bahrain ed Egitto, non sta dando grandi frutti e Mohamed Bin Salman sembra particolarmente irritato dall’atteggiamento del vicino, storicamente poco incline al vassallaggio nei confronti dei Saud.

La chiusura dell’unica frontiera terrestre del Qatar e dello spazio aereo saudita non hanno dato i risultati sperati e il principe ereditario nonché capo del governo e di parecchio altro, ha deciso che occorre fare di più. Ecco allora il progetto per un canale che taglierà la base della penisola, in territorio saudita, con un canale navigabile lungo una sessantina di chilometri, largo 200 metri e profondo tra i 15 e i 20. L’inusitata larghezza rende bene l’intenzione di creare una barriera fisica tra i due paesi e anche di farlo in fretta. Secondo Sabq, il quotidiano di Riad che ha lanciato la notizia, il progetto costerebbe 750 milioni di dollari e potrebbe esser completato in poco più di un anno.

Pochi giorni dopo l’annuncia del canale  Sabq ha aggiunto che il chilometro che a Nord lo separa dal confine con il Qatar diventerà zona militare, perchè ci metteranno un base militare e, estremo oltraggio, il deposito nucleare per le scorie delle future centrali nucleari saudite. En passant è bene notare come nessuno abbia avuto niente da ridire sulla pretesa dei sauditi di dotarsi di centrali nucleari, nonostante la forma di regime che si ritrovano e le teste calde che possono prenderne la guida.

Resta da vedere quanto di questo sia provocazione e quanto realtà, tenendo comunque presente che in Arabia Saudita non è comune che un giornale si lanci in anticipazioni capaci di avere ripercussioni internazionali senza il placet della corte. L’idea del deposito nucleare è pessima, non solo perché farla in riva al mare non è l’ideale, ma è nefasta anche quella che si limita al tagliare la penisola trasformando il Qatar in un’isola con una base militare saudita nella sua parte meridionale. Progetto per il quale non si vede altro senso che non sia quello di colpire e umiliare la dinastia rivale, visto che è difficile ipotizzarne il successo come via d’acqua o come volano per il turismo, ancora meno se il confine con Qatar continuerà a rimanere chiuso.

Quanto alla sua sostenibilità economica, le  stesse fonti che hanno annunciato il progetto del canale parlano di un suo finanziamento sarà a carico dell’autorità per gli investimenti degli Emirati e del settore privato, particolare che in Arabia Saudita non vuol dir molto, visto che l’economia e le grandi aziende sono controllate dalla famiglia reale o comunque da famiglie che possono essere facilmente intimidite e taglieggiate, come ha dimostrato il recente sequestro di decine di principi, liberati da MBS solo dopo il pagamento di un congruo riscatto o deferiti al sistema giudiziario. Che in Arabia Saudita è del tutto arbitrario e dipendente dai volere del re. La cifra ipotizzata non è comunque impegnativa per le casse del regno, lo stesso MBS ultimamente ha speso 500 milioni di dollari solo per l’acquisto del suo yacht privato.

Boutade o realtà, questi annunci sul futuro del confine tra i due paesi non potranno che inasprire i rapporti tra le rispettive dinastie, ma difficilmente porteranno tangibili vantaggi ai sauditi dal punto di vista economico, il blocco del Qatar si è già rivelato oneroso per Riad, e ancora meno da quello politico. visto che fedelissimi alleati a parte, nessuna diplomazia al mondo si è schierata contro il Qatar o ha fatto qualcosa di diverso dal consigliare ai sauditi di desistere dalla pretesa di piegare il piccolo vicino ai propri voleri.

 

 

 

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