Antonella Rampino e l’anonimo

Posted on 31 luglio 2018

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Ieri ho incontrato alcune robuste contrarietà/accuse quando ho provato a precisare i termini di una vicenda che iniziamente era stata presentata e rappresentata male, soprattutto da alcuni politici, come ad esempio Matteo Renzi, che ha pubblicato questo messaggio quando era ormai chiaro che «è stata selvaggiamente picchiata» non corrispondesse al vero.

Mal me ne incolse, sono piovute diverse accuse, su tutte quella di voler ridimensionare un odioso attacco razzista, che ho discusso più o meno amabilmente con diverse persone per tutta la giornata di ieri.

Poi oggi finalmente un raggio di sole e di buonumore, Antonella Rampino, giornalista de La Stampa, si è unita alla teoria di colleghi del foglio piemontese (Numa, Riotta and counting…) che, una volta in difficoltà sul piano del merito, hanno pensato bene di attaccarmi con il pretesto che sarei anonimo.


E ha proseguito a lungo, del tutto indifferente alla dimostrazione del fatto che “anonimo” non sono, aggiungendo sciocchezze a un esordio già molto esilarante.


Il pulpito dal quale partono questi attacchi è sempre lo stesso, la redazione che produce capolavori come questo «Marocchino finisce fuori strada e muore». Pezzo che è riferito a una vicenda in odor di razzismo quasi contemporanea all’altra ricordata sopra, dove nemmeno all’interno dell’aticolo si dice che due persone, dice il loro avvocato impegnate in un «presidio dissuasivo», sono accusate di omicidio preterintenzionale perché avrebbero percosso la vittima, rimasta ferita. Ferita dopo l’incidente provocato da un inseguimento da parte di quelli che non fanno ronde, dice l’avvocato, ma stan fermi. Fatti che avvengono in una città nella quale si promette di «bonificare» il territorio dagli stranieri e si propongono ronde leghiste, ma tutto questo la Stampa lo omette e a chi gliene conto non risponde.

Nulla di nuovo sotto il sole, un’altra giornalista che grida all’anonimo sperando di sopperire all’incapacità di discutere del merito delle questioni. E che poi continua a farlo anche quando le si fa presente che si è sbagliata e non di poco.

Tutto molto bello, un breve sprazzo di leggerezza e buonumore in mezzo a tante notizie deprimenti e anche lo stimolo a rimettere mano al blog. Grazie Antonella Rampino.

AGGIORNAMENTO: Sono trascorse 24 ore e la signora è ancora là a menarla con l’anonimo e a cercare di aizzare i suoi fan, dopo avermi bloccato per proteggere questa sua simpatica attività diffamatoria. Da notare come chiama in causa Michela Murgia colpevole di avermi messo un like e come reitera insulti e falsità.

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