La smentita di Musti su Consip e le furbate di Repubblica

Posted on 19 settembre 2017

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Sei uno dei principali quotidiani del paese, pubblichi il contenuto di presunti verbali di un magistrato di fronte al CSM, con tanto di virgolettati. Scoppia un casino per il tenore di quelle dichiarazioni, che illuminano quel che sembra essere un trappolone ai danni del Presidente del Consiglio dell’epoca. Casualmente nelle grazie della testata. Poi il magistrato, con calma, smentisce di aver mai pronunciato le frasi nei virgolettati:

«Rilevo che mi vengono attribuite alcune affermazioni, anche virgolettate, che io non ho fatto ovvero che, per come riportate, non rendono in modo fedele quanto da me riferito al Csm in audizione non pubblica, conseguente a convocazione.»

Che fai?

Se sei Repubblica pubblichi la smentita, ma la metti in fondo a un pezzo, taglio basso, pagina 4, nessun richiamo in prima. Un pezzo nel quale prima ripresenti gli stessi virgolettati senza dubbi o condizionali. Poi in fondo al pezzo ci appoggi la smentita del magistrato in questione. Come se che non contasse nulla. Come se non fosse stata Repubblica ad aver pubblicato quei virgolettati, dopo averli ricevuti da una fonte che non si può dire, che li ha diffusi anche ad altri giornali.

Giorni di tempesta su investigatori e magistrati, con i poveri renziani impegnati a denunciare un complotto che forse le parole di Musti non hanno mai evocato. Una montagna di guai scaturiti da un falso creato ad arte da qualche manina e poi pubblicato senza fallo all’italiana, sulla fiducia. E senza nemmeno l’acrobatico disclaimer che Fittipaldi ha impiegato nelle stesse ore per la diffusione del clamoroso (quanto dubbio) documento sul caso di  Emanuela Orlandi, disclaimer per il quale, se il documento fosse falso, sarebbe comunque importante come prova dell’esistenza di complotti in Vaticano. Se invece sono false le trascrizioni delle dichiarazioni di Musti, ci mettiamo una pietra sopra?

Non sarebbe la prima volta che succede. Come non è la prima volta che, dopo aver gettato il sasso, certe redazioni nascondono la mano o dimenticano quel che han scritto pochi giorni prima.

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