Renzi gioca con la xenofobia e il PD si fa male

Posted on 6 agosto 2017

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L’ultima di una raffica di prese di posizione a dir poco infelici da parte di esponenti del PD, in merito alla questione dei migranti, ha lasciato perplesso più di un commentare e fatto infuriare molti elettori del PD. Tre giorni fa la sindaca di Codigoro, una piccola cittadina nel ferrarese, ha dichiarato guerra a chi ospita profughi, peraltro d’intesa con le autorità. Non contenta d’annunciare una raffica d’ispezioni nei loro confronti, la signora ha espresso anche l’intenzione di aumentare le tasse, proprio a loro e solo a loro.

Come già accaduto in passato, una volta che la presa di posizione ha fatto rumore e scandalo la signora ha provato ad aggiustare le cose, derubricando il tutto a una «battuta» una volta intervistata dalla televisione a seguito del clamore suscitato da quel che è resta un orrore dal punto di vista morale e pure un provvedimento che puzza d’illegale da lontano. Un provvedimento che oltre a segnalare un approccio disgustoso alla questione, mette sotto accusa la preparazione dell’intero PD locale, perché il provvedimento tradisce anche un’ignoranza delle leggi italiane davvero preoccupante.

Succede sempre così e succede sempre più spesso ad esponenti del PD, anche il senatore Stefano Esposito che pochi giorni fa aveva destato scandalo ha provato a rimediare invocando la decontestualizzazione di dichiarazioni invece chiarissime nell’attaccare le ONG che operano i salvataggi nel Mediterraneo coordinandosi con la nostra Marina (che ne salva molti di più), perché portatrici di una «ideologicamente pensano solo a salvare vite umane». Una «ideologia», capito? E secondo il senatore «noi non possiamo permettercelo». Un orrore, ma non abbastanza da suscitare le critiche del segretario.

Dichiarazioni e prese di posizione da parte di esponenti del PD, coordinati con l’azione del governo apertamente ostile alle ONG, che sembrano aver sposato quella lotta alle ONG umanitarie che fino a qualche settimane fa apparteneva per lo più a Salvini, con tutto il PD impegnato all’epoca a stigmatizzare questo atteggiamento. Poi Renzi ha «cambiato verso» e i suoi si sono velocemente adeguati diventando più salviniani di Salvini dalla sera alla mattina. A volte un po’ troppo persino per Renzi, come nel caso della sindaca di Codigoro, che si dice pressata dalla presenza di ben 115 profughi su 13,000 abitanti. Una «invasione» secondo i soliti xenofobi, anche se i numeri sono modestissimi e la loro presenza solo temporanea.

Alla sindaca però andata peggio che al senatore Esposito. Sconfessata blandamente dal partito, che non l’ha espulsa né ha chiesto le sue dimissioni, udito il segretario prendere le distanze, la signora ha così deciso di fare retromarcia e di derubricare il tutto a una «battuta». Peccato che la presa di distanza del PD sia arrivata solo  due giorni dopo questo show di pessimo gusto e solo dopo che che un’ondata d’indignazione pubblicasi è abbattuta sul suo partito. E peccato, per la sindaca, che non si trattasse di parole al vento, ma di un’affermazione messa nero su bianco su un documento ufficiale del Comune che dirige, decisamente poco adatto a ospitare spiritosaggini o «provocazioni». Altro che battuta.

 

La deriva populista del PD renziano sembra inarrestabile e per colpa di alcuni renziani più renziani dello stesso Renzi, destinata a sfuggire di mano alla direzione strategica del partito. Eppure il segretario dovrebbe sapere che una volta aperti certi vasi di Pandora è impossibile richiuderli. E questo vaso lo ha aperto proprio lui, poco importa se in per incoscienza o in maniera spregiudicata, per provare a raccattare qualche voto tra xeboofobi e razzisti. Un’azione che mette in dubbio la lucidità del segretario, che nemmeno dopo la doppia tranvata incassata dalla proposte di riforma costituzionale e dall’Italicum sembra aver capito che la destra xenofoba preferisce l’originale all’imitazione renziana e nemmeno che andando inutilmente a caccia di voti di destra ne perde sia al centro che a sinistra.

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