La Totò-truffa italiana ai nemici di Trump

Posted on 16 marzo 2017

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Un’inchiesta di Buzzfeed ha ricostruito i contorni di una truffa che ha visto un piccolo gruppo di americani pagare qualche migliaio di dollari a un fantasioso salernitano, per avere in cambio alcuni documenti che avrebbero dovuto compromettere Trump.

I documenti avrebbero dovuto certificare tare un robusto passaggio di denaro a favore di Trump ai margini di un affare con la EXXON, della quale all’epoca era chief executive Rex Tillerson, ora a capo del Dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano. Gli acquirenti americani ci sono cascati in pieno e hanno poi provato a passare questa «prova» d’intrallazzi miliardari ai giornali, che invece non ci sono cascati.

La fonte del documento è tale Luigi Fiorino di Nocera Inferiore, Salerno, alias Baron Luigi Louis Forino of Little Staughton, un fantasioso imprenditore di se stesso che si presenta come CEO della MCC Petroli (che non esiste), collezionista di Aston Martin da milioni di dollari (che esistono nelle foto che prende in rete) e proprietario di lussuose dimore ugualmente copincollate. Anche il titolo nobiliare appare di dubbia attribuzione, visto che si tratta di un titolo attualmente in vendita online. La sua MCC è alternativamente presentata come operante nei settori dei petroli, del credito e persino dell’aviazione, ma pare si possa dire con discreta certezza che anche quella esiste solo nella pletora di siti e pagine web costruite dal soggetto per accreditarsi. Forino è molto attivo nell’auto-promuoversi in rete, anche se c’è da dire che grammatica e sintassi, italiane e inglesi, non sono tra le frecce al suo arco e il tutto ne risente.

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Non sono le uniche pagine che lo citano, ci sono anche pagine e canali che sembrano appartenere a persone arrabbiate con lui e che lamentano di essere truffate o che lo accusano esplicitamente dì essere dedito alla falsificazione di documenti bancari. Non era quindi difficile indagare e concludere che il soggetto non rappresentasse il massimo dell’affidabilità. Forino peraltro non nasce oggi, già nel 2008 all’età di 32 anni assurse alle cronache perché la sua Mediterranean Consulting Company (ancora MCC) aveva avanzato un’offerta per l’acquisto di Magiste, la holding di Stefano Ricucci che si trovava in grosse difficoltà. Anche all’epoca tutto si appoggiava a una serie di documenti che poi si rivelarono falsi.

Come spesso accade, la voglia di credere nel colpaccio deve aver accecato gli incauti americani che, secondo quando appurato da Buzzfeed, si sono portati a casa «documenti» della J.P. Morgan farlocchi e made in Salerno e dintorni. Documenti di cui Forino ha giustificato il possesso in quanto sedicente intermediario del presunto affare, sui documenti infatti c’è anche la sua firma. Non bastassero i chiari indizi elencati sopra, pare che nel corso della trattativa Forino sia sceso convenientemente da una richiesta iniziale di due-trecentomila dollari ad appena novemila (meglio che niente), da riscuotere ovviamente in contanti. Probabilmente una cifra inferiore a quanto hanno speso i suoi clienti nei biglietti aerei per fare avanti e indietro sull’Atlantico per portare a termine l’affare, sicuramente una cifra decisamente incongrua con la sua vantata statura da milionario, peraltro certificata dall’esibizione online di una lista dei ricchi di Forbes e da un articolo del Wall Street Journal, non meno taroccati dei documenti oggetto dell’affare, che lo dicono il 190° uomo più ricco del mondo.

Le evidenze disponibili a portata di click non sono servite a seminare il dubbio nella pattuglia di americani in cerca del colpaccio, che così ha speso alcuni mesi nel cercare di validare e proporre (gratuitamente, loro) ai diversi giornali lo scoop che non lo era. L’unico a trarne vantaggio per ora sembra essere stato proprio Forino, che ha portato a casa qualche migliaio di euro senza grande fatica e, almeno per quello che è dato sapere, senza conseguenze particolarmente negative.

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