Il giornalismo 2.0 colpisce ancora

Posted on 18 giugno 2016

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Ancora giornalismo 2.0 da l’Unità, oggi impegnata ad onorare il silenzio elettorale attaccando a testa bassa Virgina Raggi, candidata a sindaco di Roma per il Movimento 5 Stelle. Unendosi finalmente a diversi esponenti e simpatizzanti del PD che già ieri evocavano l’esistenza di un avviso di garanzia ( che non c’è), oggi i rinforzi hanno invece più modestamente evocato l’apertura di un fascicolo.

 

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Che non c’è stata neppure quella, un’altra invenzione dal nulla, almeno a giudicare dalla smentita della Procura romana.

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Il fascicolo era stato annunciato da Federica Angeli di Repubblica, che poi ha cambiato l’articolo senza lasciar alcun riferimento alla rettifica operata, e su Twitter ha liquidato la faccenda scrivendo che «su Facebook» le hanno cassato la «notizia» che non lo era, che ci si chiede da chi abbia appreso e come l’abbia verificata, tutto molto 2.0:

Ma non temete, il giornalista 2.0 non molla l’osso ed ecco che sulla bacheca di Mario Lavia spunta la notizia della presentazione di un esposto.

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Ancora meno dell’apertura del fascicolo, anche perché presentare un esposto non costa niente e a presentarlo sembra esser stato, guarda caso, un esponente del PD. Il giornalismo 2.0 è così, coraggioso e arrembante, se la notizia non c’è se l’inventa.

P.s. Ecco altri articoli sul tema, misteriosamente spariti dopo essere stati pubblicati, in questo caso dalle pagine del Messaggero.

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Aggiornamento: Alla fine il fascicolo l’hanno aperto a carico di Sabella, che ora si dice frainteso “Purtroppo l’articolo pubblicato online sull’Huffington Post per ragioni di semplificazione giornalistica, non è stato così puntuale e il redattore ha qualificato come atto dovuto non l’iscrizione nel registro degli indagati, ma l’avviso di garanzia, che va emesso solo laddove ve ne sia la necessità processuale”.

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