Siamo pronti al disgustoso modello Israele?

Posted on 25 marzo 2016

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Con singolare scelta di tempo Stefano Cagelli sponsorizza oggi su l’Unità il «modello Israele» come possibile risposta alla minaccia terroristica che incomberebbe sul paese, mentre il direttore del Foglio Claudio Cerasa suggerisce nientemeno d’appaltare la nostra sicurezza a Netanyahu. Singolare e squallida sintonia tra il foglio governativo e quello berlusconiano.

cera

Per singolare scelta di tempo del caso, da Hebron oggi arriva invece un video nel quale si vedono un soldato israeliano e un palestinese feriti. Il secondo aveva ferito il primo con un coltello ed era poi stato ferito a sua volta da colpi d’arma da fuoco. L’israeliano è soccorso e portato via con l’ambulanza, il palestinese lasciato ad agonizzare a terra fino a che non gli si avvicina un soldato israeliano che gli spara in testa a sangue freddo e lo uccide, nell’indifferenza di commilitoni e colleghi che si sono ben guardati dal denunciare il fatto, venuto alla luce solo grazie alla presenza di una telecamera non controllata dalle forze israeliane.

Il video testimonia e conferma un modus operandi ormai consolidato, quando a commettere un reato o un’aggressione violenta la sua sorte è spesso quella di essere ucciso sul posto al di là di qualsiasi necessità di sicurezza. Il secondo video testimonia l’esecuzione di una sedicenne palestinese disarmata, avvenuta qualche mese addietro, e numerose sono le cronache che sottolineano la tendenza di soldati e forze di sicurezza a uccidere i palestinesi anche quando non ce ne sia alcun bisogno perché non rappresentano alcun pericolo.

Questo è il modello israeliano, che peraltro si è dimostrato tanto inefficace nell’impedire attacchi e attentati, quanto puntuale nel punire e reprimere la popolazione della Palestina occupata e poi progressivamente colonizzata da estremisti ebraici che poi praticano impuniti il terrorismo contro i residenti.

Siete pronti a sposare questo modello per soddisfare i soliti falchi assetati di sangue, quelli che già ci hanno spinto fino in Iraq e in tutte le più disastrose e fallimentari avventure degli ultimi anni?

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