Un cacciatorpediniere che sembra un’astronave per il capitano Kirk

Posted on 14 dicembre 2015

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La USS Zumwalt ha cominciato i test in mare. Si tratta di un’imbarcazione rivoluzionaria, una nuova classe di cacciatorpediniere (destroyer) destinata in teoria a sostituire la classe Arleigh Burke, ma diverse incognite, a cominciare di costi imponenti, gravano sul futuro di questa classe d’imbarcazioni.


USS Zumwalt caratteristiche

La USS Zumwalt ha finalmente cominciato i test in mare e ora si vedrà se il suo futuristico design andrà d’accordo con le onde degli oceani. La Zumwalt rappresenta infatti una costosa scommessa per la marina americana, una scommessa cominciata 8 anni fa e sulla quale sono stati puntati 4 miliardi di dollari a esemplare per ciascuno dei 3 in programma. Dovevano essere 32, poi sono diventate 24, poi 7 e alla fine solo tre unità, sulle quali gravano ora pro-quota gli imponenti costi di ricerca.

La Zumwalt è infatti un’imbarcazione rivoluzionaria, costruita con grande uso di materiali compositi per essere meno visibile ai radar, anche se stupisce più che altro per il disegno della murata, inclinata all’interno. Una disposizione che la dovrebbe rendere più resistente ai colpi dei nemici, ma che notoriamente non aiuta la stabilità di questo tipo d’imbarcazioni, che in questo caso sarà assicurata dall’elettronica di bordo, chiamata insieme ai motori a compensare eventuali problemi. Resta da vedere se la Zumwalt farà la fine del bombardiere, dell’elicottero, del carro armato e di altri mezzi «invisibili» che poi si sono rivelati costosissimi flop e accantonati.

Grandi il doppio delle Arleigh Burke, circa 180 metri di lunghezza contro circa 140 per un dislocamento di 14mila tonnellate contro 7mila, la Zumwalt e le sue sorelle sono disegnate per assolvere a una varietà di compiti, il principale dei quali sembra essere quello del bombardamento a terra. Proiettato verso il futuro, il cacciatorpediniere nasce inoltre con la capacità di generare abbastanza elettricità da alimentare le armi laser o i cannoni elettromagnetici ormai pronti ad essere dispiegati dalla marina, ma è anche un’imbarcazione che ha bisogno di poco personale. Saranno infatti 158 gli uomini di equipaggio che l’accompagneranno nei primi test oceanici, al comando un nome che è una garanzia, quello del capitano James Kirk. L’omonimia perfetta per chi dovrà comandare questa crociera verso il futuro della marina americana.

Pubblicato in Giornalettismo

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