Blasfemo: il vescovo di Ferrara invoca la Madonna assassina contro Papa Bergoglio

Posted on 26 novembre 2015

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L’arcivescovo di Ferrara don Luigi Negri, molto vicino a Comunione e Liberazione, è il tipo di prete che la riforma di Bergoglio sta mettendo all’angolo, com’è successo a Bologna, dove a sostituire il Caffarra uscente è stato scelto uno Zuppi agli antipodi per formazione e inclinazioni. E proprio a Zuppi, Negri promette di rendere la vita difficile.

 

Negri è stato «intercettato» il 28 novembre scorso sul Frecciarossa partito da Roma-Termini da un giornalista del Fatto quotidiano, secondo il quale si stava sfogando con il suo collaboratore dopo l’assegnazione di due diocesi per anni in mano a Comunione e liberazione a due preti di strada. Negri non l’avrebbe presa bene, e secondo il giornalista, si sarebbe augurato la morte del Papa, dicendo al suo accompagnatore: «Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro», un chiaro riferimento a Papa Luciani, quel Giovanni Paolo I durato in carica appena 33 giorni e poi portato via da un infarto. Altro Papa che a Negri non è piaciuto, evidentemente. Una seconda conversazione invece si sarebbe tenuta con Renato Farina, l’indimenticato «agente betulla» a libro paga dei servizi, poi parlamentare berlusconiano e ora gran devoto. Sentito dal direttore della Nuova Ferrara, Stefano Scansani, Negri non ha smentito. Ha risposto che reagirà all’articolo del Fatto Quotidiano e che per ora non ha alcuna dichiarazione da fare. E ha domandato: “Qualcuno ha registrato?” concludendo che “questo nuovo episodio spiega tutto l’odio teologico contro la Chiesa”.

Luigi-Negri

A sentire quanto riportato dal Fatto Quotidiano sembra però che nei panni di «odiatore» sia proprio Negri a trovarsi benissimo, almeno a giudicare dalle parole e dai pensieri carichi di fiele che avrebbe dedicato ad altri ministri della chiesa e al Papa in particolare:


«Dopo le nomine di Bologna e Palermo – sbotta – posso diventare Papa anch’io. È uno scandalo. Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile”. L’alto prelato, lasciando sbigottiti i testimoni, non si rassegna deve parlare con qualcuno, chiede al segretario di chiamare al telefono un amico di vecchia data, anche lui di Cl, Renato Farina, noto come “agente Betulla”, rincarando la dose. Non ancora soddisfatto, continua con il giovane prete: “Sono nomine avvenute nel più assoluto disprezzo di tutte le regole, con un metodo che non rispetta niente e nessuno. La nomina a Bologna è incredibile. A Caffarra (il vescovo uscente per limiti d’età) ho promesso che farò vedere i sorci verdi a quello lì (Zuppi): a ogni incontro non gliene farò passare una. L’altra nomina, quella di Palermo, è ancora più grave. Questo (Lorefice) ha scritto un libro sui poveri – che ne sa lui dei poveri – e su Lercaro e Dossetti, suoi modelli, due che hanno distrutto la chiesa italiana.»

 

 

 

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