Joystick Jihad verso Roma, la capitale trema

Posted on 17 novembre 2015

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I capaci esperti informatici dei quali si può avvalere Giornalettismo si sono infiltrati nelle chat della Playstation usate dall’ISIS e hanno scoperto i piani del califfato per l’attacco alla capitale della cristianità.

Il filo giusto da seguire è stato quello di Baptiste Burgy, il terrorista segnalato ieri in transito verso l’Italia insieme a due vetture cariche d’armi. I nostri tecnici informatici hanno seguito in rete le tracce di al Burgy, che è il nick che usa in rete perché all’anagrafe è invece Baptiste al Taroq. Tracce nascoste del deep web e che partendo dal sito Cotton Road, erede del famigerato Silk Road e supermarket online per le armi, passano poi da un ambiente di gioco online all’altro. Hanno così scoperto un ingegnoso sistema per nascondere le loro comunicazioni, e quindi i loro piani. Niente di questo sarebbe stato possibile senza aver colto un messaggio sul sito Kilafah News, nascosto con la steganografia digitale nell’immagine di un finto jihadista, che in realtà serviva solo come veicolo per un messaggio, nascosto all’interno dell’immagine di un grosso dildo aggiunto sullo sfondo.

Burgy/al Taroq e i suoi infatti giocano a Minecraft, ma non comunicano direttamente attraverso il gioco, che serve invece agli jihadisti solo per avvertirsi a vicenda della presenza di messaggi depositati in un altro ambiente di gioco, decisamente insospettabile. Gli jihadisti della sua cellula usano infatti la chat del videogame My Little Pony: Friendship Is Magic per comunicare in chiaro e i nomi dei piccoli pony per identificarsi. È qui che Burgy diventa Princess Celestia e che gli jihadisti comunicano, travestiti da innocenti cavallini colorati, ed è qui che abbiamo reperito i piani per l’attacco  con i droni a Roma. Un’analisi più approfondita ha inoltre rivelato la presenza di moltissimi jihadisti sulla piattaforma di  My Little Pony: Friendship Is Magic e un’intensa attività di reclutamento tra quelli che domani potrebbero diventare guerrieri di Allah o principesse velate di qualche jihadista del califfato. In questo senso è evidente che gli uomini del califfo non siano solo interessati al presente, ma investano sul futuro insidiando subdolamente i nostri bambini. Pare infatti che i canali dei giochi per adolescenti non siano ritenuti adatti dagli jihadisti, perché frequentati ormai da giovani troppo smaliziati per cedere alle lusinghe elementari degli uomini del califfo. 

Un documento eccezionale: Al Burgy e parte del suo gruppo in un fermo immagine intercettato dai nostri tecnici

Un documento eccezionale: Al Burgy e parte del suo gruppo in un fermo immagine intercettato dai nostri tecnici

La cellula, composta da 6 uomini su due vetture, progetta un attacco attacco coordinato a Piazza San Pietro durante l’Angelus papale ed è pronta a colpire prima con i droni e poi con le armi da fuoco e con le armi chimiche. Dopo un attacco sulla folla portato da 4 droni che spruzzeranno sangue infetto da HIV sulle persone più all’esterno della piazza per seminare il panico, gli jihadisti intendono infatti gassare la folla che si assieperà verso il colonnato con le emissioni illegali delle due velenose vetture del gruppo Volkswagen. Approfittando poi del caos così creato e travestiti da paramedici, gli jihadisti percorreranno quindi il centro di Roma attaccando obiettivi sensibili e no, usando le armi e sacche di sangue infetto da HIV.

I nostri tecnici hanno inoltre scoperto che gli jihadisti della Joystick Jihad, così è stato definito il gruppo che si avvale dell’uso dei videogame, si sono allenati a lungo per la missione grazie a GTA V Jihad Edition, una variante del famoso gioco edita dagli esperti del califfato, che l’hanno reso giocabile anche ai fedeli timorati di Allah. I personaggi femminili infatti indossano tutti il velo integrale e gli autori hanno cancellato dal gioco ogni traccia di profanità, sostituendo anche le chiese con moschee. La piattaforma serve ad allenarsi al combattimento urbano e alle insidie di una grande capitale occidentale, perché la cellula di Burgy, l’unico nato in Francia, è composta per metà da uomini di Boko Haram e per metà da somali di al Shabaab, tutti arrivati con i barconi in Italia e poi passati in Francia per l’addestramento. Uomini duri, che hanno grande dimestichezza con le armi, ma pochissima con un ambiente urbano ostile come può essere quello romano. Perché i suoi uomini siano pronti a tutto, al Burgy, istruttore spietato e meticoloso, ha inoltre  imposto ai suoi uomini la lettura del sito «Roma fa schifo» e una raccomandazione imperiosa: qualunque cosa accada, dovranno evitare il GRA. Uno spauracchio per gli jihadisti, che alla sera a Raqqa se ne raccontano storie e leggende per darsi coraggio sotto i bombardamenti.

 

Pubblicato in Giornalettismo

 

 

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