Scudi umani nelle gabbie contro le bombe di Assad

Posted on 3 novembre 2015

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Non è un’idea dell’ISIS, l’area è presidiata dai ribelli «moderati» che per difendersi dai bombardamenti hanno pensato bene di mettere prigionieri o semplici cittadini dell’etnia sbagliata in grosse gabbie sistemate sui tetti delle case, come scudi umani.

Le immagini che giungono da Douma rappresentano un ulteriore scadere della guerra civile siriana. I residenti e ribelli che per difendersi dai bombardamenti di Assad mettono prigionieri e civili alawiti in grosse gabbie da piazzare sui tetti come scudi umani potranno anche essere spinti dalla disperazione, ma la mossa non torna a loro vantaggio e non aiuta sicuramente la causa degli oppositori di Assad, che ora potrà mostrare queste immagini per dipingerli come i barbari alle porte.

Il video messo online da Shaam News Network sembra perfetto per la propaganda di Assad, si vedono tra veicoli sui quali ci sono altrettante gabbie, una bianca per sole donne, che sono portate attraverso la città in rovina con il proposito di metterle «a protezione» di quel che rimane d’intero dopo 3 anni di guerra. L’idea è venuta ora che i bombardamenti si sono intensificati, e per fare gli scudi umani sono stati scelti prigionieri alawiti o ufficiali del regime, perché se si vogliono schierare veri scudi umani si scelgono i nemici, non si mettono i propri bambini come spesso si è insinuato in altre occasioni. La situazione di Douma è tragica e venerdì scorso i bombardamenti di governativi e russi hanno colpito l’ospedale di MSF uccidendo 70 persone e ferendone 550, ma la strage non ha fatto notizia.

Tuttavia i crimini di guerra o contro l’umanità degli avversari non autorizzano nessuno a macchiarsi a sua volta di altri crimini, né li possono giustificare le durezze affrontate dagli abitanti dell’area, che a corto di cibo si sono ridotti a cuocere e a mangiare erbe e anche la comune erba. Rispondere ai crimini di guerra come i bombardamenti sui civili, infilando i prigionieri nelle gabbie e piazzandoli sui tetti non è una grande idea, e non solo perché potrebbe rivelarsi del tutto inefficace. Azioni del genere rischiano di costare moltissimo in termini d’immagine e di reputazione internazionale e di dannare definitivamente una causa che è quasi compromessa, nel momento in cui molti nel mondo vedono Assad come il male minore per la Siria.

Pubblicato in Giornalettismo

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