Anche le stampanti fanno la spia a nostra insaputa

Posted on 21 ottobre 2015

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I servizi segreti americani hanno ammesso che esiste un accordo con i produttori di  stampanti, inteso a ostacolare i falsari, che prevede che su ogni documento sia stampato di nascosto un codice identificativo.

Se avete intenzione di mandare una lettera anonima e pensate che stamparla sia una buona idea per non farvi rintracciare, state sbagliando, perché probabilmente la vostra stampante imprimerà sul documento, a vostra insaputa, un codice che riporta la data e un identificativo della vostra stampante. Un gruppo di ricercatori della Electronic Frontier Foundation ha forzato il codice che fa stampare di nascosto dei piccoli pallini gialli su ogni documento prodotto dalle stampanti laser di quasi tutte le marche. I servizi americani hanno confermato che quei pallini sono un codice che, stampato su ogni documento, permette di risalire alla stampante che l’ha prodotto e alla data nella quale è stato stampato. L’esistenza di un tale accordo e dell’esistenza di contromisure anti-falsificazione era nota, ma non era noto come funzionasse il sistema e tantomeno che permettesse di tracciare a ritroso l’origine di ogni stampa.

 

 

Le stampanti laser di Xerox, Canon, Epson, Dell e altre marche stampano questi pallini di meno di un millimetro di diametro su ogni documento con inchiostro giallo, tanto pallidi da poter essere visti solo con una lente, un microscopio o con l’aiuto di una luce blu. EFF ha pubblicato la lista dei produttori e dei modelli interessati e restano fuori solo la giapponese Okidata e la coreana Samsung, sempre che non adottino un altro sistema. L’osservazione delle disposizione dei pallini ha dato la chiave per leggerne il significato e si è così scoperto che rappresentano la data di stampa e il numero seriale delle stampanti. Secondo quanto ammesso in precedenza da Xerox invece, solo il governo saprebbe come leggere il significato dei pallini. Il Secret Service per parte sua affermava che questo codice è usato solo nelle inchieste relative alle falsificazioni. Quello che emerge è invece che il codice prodotto dalle stampanti-spia può essere letto praticamente da chiunque e che veicola informazioni indubbiamente indesiderate all’insaputa degli utenti. Tanto più che non esiste, negli Stati Uniti o altrove, una legge che impedisca alle forze dell’ordine o a chiunque altro d’abusare di queste informazioni, disponibili a chiunque.

Un esempio del codice pubblicato da EFF

Un esempio del codice pubblicato da EFF

Un caso tanto più probabile quanto può essere repressivo un governo, basta pensare ai paesi nei quali pubblicare o diffondere un volantino sbagliato o sgradito può costare la morte o anni di galera. Ma è evidente che la presenza di questi dati può creare grossi problemi anche in contesti più che leciti, come sempre accade quando si rivelano informazioni indesiderate senza nemmeno saperlo. Diventa quindi importante che questa informazione sia conosciuta da chi acquista e impiega le stampanti e non solo da chi si occupa di reprimere la criminalità e da chi produce le stampanti. Produttori che peraltro dovrebbero essere chiamati a rispondere di questi accordi segreti con il governo americano, o con altri, condotti all’insaputa e a danno dei consumatori.

Pubblicato in Giornalettismo

 

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