La bufala della portaerei cinese in Siria

Posted on 28 settembre 2015

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Il sito Debka File annuncia l’inverosimile presenza dell’unica portaerei cinese in Siria, e c’è chi abbocca.

Debka File è un sito che si dice legato all’intelligence israeliana, noto più che altro per la costruzione e diffusione di bufale e per un’agenda allineata a quella dei peggiori neoconservatori. Non stupisce quindi che diffonda notizie allarmistiche e poco attendibili sugli iraniani e nemmeno che parli male dei russi e di Assad, ma ora è arrivato ad aggiungere anche i cinesi al minestrone costruito attorno al malvagio dittatore siriano, con risultati francamente imbarazzanti. Così ad esempio ha rilanciato la «notizia» difesaonline.it:

Secondo quanto comunicato dal governo di Damasco, una nave da guerra cinese sarebbe in rotta verso la Siria: attualmente si troverebbe nel Mediterraneo. Questa informazione è stata però smentita dagli israeliani. Secondo l’agenzia di intelligence DEBKA, i cinesi avrebbero già schierato a ridosso delle coste siriana la portaerei Liaoning ed un incrociatore lanciamissili.

I cinesi non avrebbero ancora una capacità offensiva. Secondo gli analisti israeliani, infatti, il vettore attraccato al porto di Tartus è privo della sua componente aerea. Gli aerei da guerra giungeranno in Siria entro la metà di novembre, in volo attraverso l’Iran o trasportati dai cargo russi.

Se così fosse, ecco spiegata l’esigenza di stabilire una “cellula di coordinamento militare” a Baghdad. Secondo Debka, i cinesi starebbero allestendo una squadriglia di J-15, caccia multiruolo di quarta generazione, elicotteri antisom Z-18F e da allerta precoce Z-18J. Pechino schiererà infine mille soldati.

La portaerei Liaoning non porta ancora aerei e non è ancora operativa e l’ipotesi che Pechino l’abbia mandata a ormeggiarsi a Tartus, per fare da pista di decollo e atterraggio di aerei trasferiti con altri mezzi, è abbastanza bizzarra e non solo perché non si vede il senso di ormeggiare una portaerei a tiro dei cattivi, quando a pochi chilometri ci sono piste d’atterraggio molto più comode, le stesse che userebbero i russi e i siriani. La Liaoning inoltre è un oggetto facilmente riconoscibile, sai dal satellite che da riva e non si capisce come avrebbe potuto passare inosservata per gli stretti di Malacca e Aden o addirittura per il canale di Suez. C’è poi un altro dettaglio, la Liaoning non è operativa, i cinesi non hanno ancora aerei e piloti addestrati per operarvi e per di più anche i motori sono ancora in fase di messa a punto. Impensabile che abbia presenziato il 3 settembre alle celebrazioni nazionali in Cina, che l’8 fosse impegnata in esercitazioni con gli aerei e che 20 giorni dopo possa essersi materializzata nel Mediterraneo, per di più senza il seguito che competerebbe a un mezzo del genere, solitamente accompagnato da un gruppo navale.

Le navi non sono oggetti che si possano nascondere facilmente e sono contate, di quelle cinesi ad esempio si sa che ci sono solo due gruppi navali di Pechino nell’emisfero occidentale, uno dei quali è impegnato nel Golfo di Aden in operazioni anti-pirateria da agosto ed è composto di due fregate, la Liuzhou e la Sanya accompagnate da naviglio d’appoggio. Il secondo gruppo navale, composto dall’incrociatore Jinan, dalla fregata Yiyang e da navi appoggio, era addetto allo stesso compito e, dopo essere stato rilevato dalla nuova squadra, è ora impegnato in un giro attorno al mondo con tappe in Egitto, Danimarca, Finlandia, Svezia, Polonia, Portogallo, Stati Uniti, Cuba, Messico, Australia, Timor Est e Indonesia, il 26 settembre era attraccato in Finlandia, niente Mediterraneo neppure per loro. Dettagli tutto sommato irrilevanti, non si può credere infatti a «rivelazioni» del genere da fonti del genere, una portaerei non è oggetto che si possa nascondere e solo chi vuole crederci può rilanciare bufale costruite tanto male e difenderle affermando che non ne parla nessuno perché è tutto un complotto, con  gli americani e gli europei che tengono segreto l’impegno cinese.

Pubblicato in Giornalettismo

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