L’orrenda bufala degli sgozzamenti in piazza a Como

Posted on 15 settembre 2015

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L’annuncio era oggettivamente choc: «Con una mossa suicida la giunta di Como ha autorizzato la festa islamica del “Sacrificio”, altrimenti detta festa dello sgozzamento, il simbolo di una cultura bestiale.» Ma non è vero niente, a cominciare dal fatto che qualcuno voglia sgozzare animali in piazza o che la festa sia il simbolo di una «cultura bestiale».

mattanza

Così alcune testate hanno informato i loro lettori, lanciando un allarme infondato per un evento che non esiste e non è mai stato neppure ipotizzato, e condendo il tutto con immagini di animali sanguinanti che nulla hanno a che fare con i musulmani in Italia. La festa dell’Eid (del sacrificio e non «dello sgozzamento») prevede infatti il sacrificio di un animale, le carni del quale saranno in parte consumate e in parte distribuite ai poveri. Sono però ben pochi i musulmani che sgozzano gli animali in proprio, i più ordinano l’animale dal macellaio o via internet e in tutto il mondo, anche nei paesi musulmani, alla macellazione degli animali provvedono i macelli industriali. Solo nelle aree più remote e meno sviluppate si macellano gli animali in proprio, ma perché là accade di solito, come un tempo accadeva nelle nostre campagne. Del tutto infondata è poi l’affermazione fortemente razzista per la quale questo tipo di macellazione sarebbe «simbolo di una cultura bestiale», la macellazione Halal è infatti identica a quelle ebraica (Kosher), dalla quale differisce solo per le formule di rito che sono pronunciate durante l’operazione, ed è ammessa e praticata nei macelli, secondo la legge italiana e lo stesso accade nel resto del mondo. Poi ci sarebbe la Pasqua, quella festa nella quale i cristiani sacrificano gli agnelli e ci sarebbe il fatto che l’Eid al Adha celebra la storia di Abramo, comune alla religione cristiana e cattolica e anche a quella ebraica, se è cultura bestiale è la stessa di buona parte dei sedicenti crociati. Di bestiale c’è solo l’ignoranza sottintesa ad affermazioni del genere.

Gli articoli sembrano chiaramente tesi ad eccitare i razzisti, che almeno nei commenti del Giornale hanno risposto alla grande abboccando in pieno, e sono tutti costruiti su un falso clamoroso, perché a Como nessuno ha mai avuto intenzione di sgozzare animali in piazza. Lo spiega un editoriale di Qui Como, che per primo aveva dato correttamente la notizia dell’evento, che si è tenuto identico l’anno scorso, specificando l’assenza di sgozzamenti. Precisazione poi rimossa da chi ha rilanciato la notizia, trasformandola in un’orrenda bufala razzista, quelli di Qui Como ci sono rimasti male e hanno tenuto a prendere le opportune distanze:

La notizia – perché, a dispetto delle critiche del tutto legittime in base alle opinioni personali ma nel contempo completamente infondate, quella è una notizia – è apparsa per la prima volta proprio su Comozero, la pagina di Quicomo che in prevalenza si occupa di politica, amministrazione e atti/eventi collegati. Il titolo con cui veniva presentata la vicenda era questo: “Raduno islamico a Muggiò: il 23 settembre la Festa del Sacrificio in piazza d’Armi”. Venivano – in sintesi – date queste informazioni: la richiesta è partita dall’Associazione culturale islamica; la giunta ha concesso l’area per il singolo giorno chiedendo un canone forfettario di 20 euro e una cauzione di mille, peraltro già versata ai tempi dello svolgimento del Ramadan nella stessa zona e non ancora ritirata; veniva specificato che non sarebbe stato collocato il tendone “classico” ma soltanto i tappeti necessari alla preghiera; ma soprattutto – siamo al doppio dunque – era chiaramente indicato che non si sarebbe tenuto alcuno “sgozzamento” di animali sulla pubblica piazza, evento cruento al limite demandato a stabilimenti specializzati, e nemmeno a livello di corredo fotografico all’articolo è stata utilizzata qualsivoglia immagine che riportasse a un sacrificio a cielo aperto.

La bufala ha eccitato politici come il deputato leghista Nicola Molteni e parecchi commentatori professionali. Vedremo se arrivati al 23 prossimo gli sventurati capiranno bene di cosa si tratta, ma intanto un risultato è stato conseguito: c’è un mucchio di gente che è stata informata falsamente del fatto che i musulmani vorrebbero sgozzare animali nelle piazze italiane e che ci sono «buonisti» nelle amministrazioni che glielo lasciano fare. Non c’è quindi bisogno di chiedersi perché si fabbrichino queste bufale, la macchina del fango gira a pieno ritmo per produrre false minacce ed eccitare il proprio pubblico di riferimento con questo genere di terrorismo mediatico.

Pubblicato in Giornalettismo

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