Anche l’Avvenire sparge panzane sul «gender»

Posted on 19 agosto 2015

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L’Avvenire è entrato nelle disputa tra Elton John e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, prendendo le parti di quest’ultimo e della sua decisione di censurare alcuni libri per bambini nelle scuole comunali. La lettera aperta affidata a Maurizio Patriciello però non fa che confermare la fallacia delle argomentazioni dei no-gender e si risolve in un lamento infondato.

patriciello

Patriciello è un prete di frontiera e forse non era la penna più adatta da lanciare nell’agone, ma c’è da dire che non rimangono molti personaggi presentabili tra i paladini della campagna contro l’educazione alla tolleranza nelle scuole, che qualcuno cerca di spacciare invece per «educazione all’omosessualità», questo in sintesi sarebbe nelle loro menti il pericolosissimo «gender» che si vuole insinuare nelle scuole.

Patriciello esordisce dicendosi preoccupato di chi «forte della sua posizione, alza prepotente la voce e tenta di intimidire e soffocare quella altrui», che nel caso sarebbe Elton John, reo di aver coperto di contumelie il sindaco Brugnaro e di aver concluso con la frase: «La meravigliosa Venezia sta indubbiamente affondando, ma non tanto quanto il bifolco e bigotto Brugnaro». Non è Brugnaro che censura la voce altrui insieme ai libri, è Elton John che lo censurerebbe dicendo che la sua è un’azione da bifolco. Patriciello si distacca poi completamente dalla realtà con questa:

Interprete della Costituzione e del sentire del popolo che lo ha voluto alla guida della città, il sindaco Brugnaro ha ritirato dalle scuole della città i libri sull’educazione all’omosessualità imposti dall’amministrazione precedente.

No, non si tratta di «educazione all’omosessualità», ma semmai i programmi e i libri tanto contestati educano alla tolleranza dell’omosessualità e al rispetto, ad esempio dei figli delle coppie omosessuali, che nelle scuole sono già numerosi. Bambini che certamente finirebbero feriti e vittima del bullismo, se ad educare i virgulti ci fossero quelli che dichiarano che l’omosessualità è un abominio. Tutto qui il punto della questione e tutto qui l’inganno dei no-gender. Nel libro «piccolo blu e piccolo giallo» i due non diventano verdi perché s’accoppiano contronatura, come sembrano sospettare certi bigotti, ma perché si aprono alla tolleranza e rifiutano di considerarsi diversi perché sono di diverso colore.

E se questo è un falso, altrettanto infondata appare l’idea che Brugnaro sia interprete della Costituzione (?) o addirittura titolare di un mandato popolare anti-gender, posizione largamente minoritaria. Tanto più che Brugnaro è diventato sindaco con il voto di un quarto degli aventi diritto al voto a Venezia. Altrettanto infondato è lo scontato richiamo alla polemica tra Elton John e Dolce & Gabbana, chiusa proprio nei giorni scorsi dalle scuse, argomentate, con le quali i due hanno fatto sapere di aver riflettuto e cambiato idea. Ma questo Patriciello non lo sa, ha un compito da portare a termine e alla fine ci mette anche la polemica sulla castità, perché Elton John una volta ha detto che: «Le regole che vietano le nozze gay nel clero anglicano e chiedono la castità a quello cattolico sono cose vecchie e stupide». Il casto Patriciello fa l’offeso nella sua scelta, signora mia, ma il cantante britannico a ben vedere non ha criticato la scelta della castità, ma la sua imposizione da parte della gerarchia. Patriciello quindi non ha capito o fa la vittima, esattamente come quando all’inizio ha lamentato censure e minacce che non ci sono mai state nei confronti dei bizzarri esponenti della guerra al «gender». Anche Patriciello come chi lo ha preceduto, cerca quindi il bersaglio facile tirando a Elton John e scegliendo di non affrontare articoli ed editoriali che hanno fustigato il sindaco censore. Anche Patriciello, come chi l’ha preceduto, sbaglia a rispondere persino a Elton John.

Pubblicato in Giornaletttismo

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