La polizia americana e il razzismo

Posted on 12 giugno 2015

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Nel primo video si mostra l’uccisione di Tamir Rice, un bimbo nero di 12 anni, fulminato da un poliziotto 2 secondi dopo che questi è arrivato sul posto ed è sceso dall’auto, aveva in mano una pistola ad aria compressa. Era al Cudell Recreation Center di Cleveland, dove di solito giocano i bambini, ma un bravo cittadino aveva chiamato segnalando la presenza di una persona armata che puntava un’arma contro le persone. Il bravo cittadino ha detto di non sapere se fosse vera o no, ma che faceva paura e il poliziotto è arrivato e ha fulminato il bambino come se fosse Bin Laden.

Quest’uomo invece si è presentato all’aeroporto di Atlanta così e poi si è lamentato perché la polizia lo ha «molestato» perché portava un’arma che invece ha diritto a portare. Non lo hanno ammanettato o disarmato, gli ha dato fastidio che in più d’uno gli abbiano chiesto che ci faceva in aeroporto con un AR-15. Ha detto che era «per sicurezza» e non gli è piaciuto che quando è uscito dall’aeroporto lo abbiano seguito in silenzio e fotografato. Per la legge della Georgia si possono portare armi anche negli aeroporti fino all’area destinata ai controlli di sicurezza, ma c’è da scommettere che se il signor Jim Cooley avesse la carnagione più scura sarebbe andata diversamente.  armato aeroporto Questi invece sono altri portatori di fucili d’assalto in pubblico, segnalati da un bravo cittadino preoccupato anche perché hanno invaso il suo pratino. Il video, segnalato da Moms Demand Action for Gun Sense in America, mostra come i poliziotti siano arrivati con molta prudenza e come siano stati trattati da questo gruppo di difensori del Secondo Emendamento. In settimana invece si è visto come la polizia tratta i ragazzini neri in costume da bagno accusati di «invadere» la proprietà altrui, ma difficilmente se avessero avuto dei fucili d’assalto avrebbero avuto un trattamento più tenero. Se questi o il tizio dell’aeroporto che girano armati come se fossero in guerra fossero stati di carnagione scura, sarebbero stati come minimo disarmati e ammanettati prima ancora d’intavolare qualsiasi discussione, ma sono bianchi e allora possono anche affrontare a muso duro la polizia, difendendo il loro diritto a girare armati con fucili d’assalto come se fosse le cosa più normale del mondo, anche se hanno illegalmente invaso il pratino di qualcuno, un reato che se commesso da un nero può portare conseguenze gravissime. E un tipo di resistenza che con buona probabilità a un nero, con o senza AR-15, costa invece la vita, così dicono le statistiche, impietose. Ma c’è chi dice che non è una questione di razzismo, ma che son loro che son neri.

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