La manifestazione nazionale contro le scie chimiche

Posted on 19 aprile 2015

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Pochi, ma convinti, allegri e determinati, hanno sfilato a Bologna cercando di diffondere il verbo, ma non è andata troppo bene.

La manifestazione nazionale contro le scie chimiche era stata indetta da «Associazione Riprendiamoci il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana e la Draco Edizioni, con il sostegno di Net Left, del Movimento Politico-Culturale Valori e Rinnovamento e di Viadana contro le scie chimiche», ma sostanzialmente ignorata da altri che in Italia le combattono da anni: nemmeno un cenno ad esempio è venuto da Tanker Enemy del combattivo Marcianò o da Gianni Lannes, che ultimamente ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia.

slogan scie chiiche

Sarà forse per questo che a Bologna questa mattina si sono presentate appena 200 persone, anche se attrezzate a dovere con bandiere, megafoni, striscioni e pettorine gialle con la scritta «Riprendiamoci il pianeta» per quelli in corteo e arancioni con la scritta Staff per il servizio d’ordine, di cui non si sentiva davvero il bisogno. Gli organizzatori avevano dato istruzioni di mantenere la calma in caso di provocazioni, che non ci sono state, e addirittura vietato gli slogan non approvati e presenti nella lista opportunamente distribuita prima della partenza. Quelli del movimento contro le scie chimiche attirano spesso le provocazioni di spiritosi che li bollano come complottisti, giustamente.

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Al termine del percorso del percorso del corteo, un chilometro lungo via Indipendenza fino alla piazza del Nettuno, è stata la volta di brevi comizi usando gli scalini della fontana come podio, ed è qui che è spuntata l’unica nota di rilievo della giornata, perché in chiusura della manifestazione ha parlato Massimo Rodolfi, molto stimato dall’uditorio, il quale ha chiuso il suo intervento ricordando che per lui la causa prima di tutti i problemi è nel signoraggio. Una combo di bufale, quella tra scie chimiche e signoraggio, già agitata da Eugenio Benetazzo con discreto successo tra i complottisti italiani. Ridolfi infatti ha concluso tra gli applausi augurandosi di poter comprare le banconote da 100 euro pagando i 12 centesimi del costo di produzione della banconota e non i 100 che gli chiedono le banche per consegnargli gli ambiti fogli.

Manifestazione contro le scie chimiche – Bologna 2015 from Mazzetta on Vimeo.

Che connessione ci sia tra la pretesa di dare un euro e 20 e ricevere in cambio 1.200 euro e le scie chimiche e i loro scopi, non si capisce bene. E a dire il vero non si capisce bene nemmeno a cosa servirebbero le scie chimiche, gli stessi del movimento non hanno ancora raggiunto una posizione univoca sul punto e procedono per ipotesi, pur restando impermeabili alle critiche che sotterrano l’ipotesi del complotto, soprattutto a quelle argomentate a forza di numeri. L’unico dato certo è che ci credono e che quelli visti a Bologna non sono giovani, ma neppure anziani, equamente divisi tra uomini e donne, e si divertono una sacco quando manifestano lontano dai loro computer, anche se la gioia del momento liberatorio, quando finalmente possono manifestare in strada gridando «Basta scie chimiche» in faccia al mondo e agli «indifferenti», è un po’ frustrata dalla sostanziale indifferenza dei passanti. Che almeno a Bologna questa mattina erano in centro per lo shopping e non si sono fatti distrarre nemmeno dal passaggio dell’allegra e rumorosa compagnia.

Pubblicato in Giornalettismo

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