La violenza xenofoba infiamma il Sudafrica

Posted on 18 aprile 2015

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La violenza xenofoba in Sudafrica è andata peggiorando in un crescendo che dura dall’inizio dell’anno, provocando la fuga dal Sudafrica di migliaia di stranieri terrorizzati.

Il Sudafrica è scosso da un’ondata di violenza xenofoba che dura da mesi e che negli ultimi giorni ha avuto una preoccupante evoluzione passando dai saccheggi dei negozi gestiti da stranieri al linciaggio degli immigrati. Le violenze degli ultimi giorni hanno spinto partiti, organizzazioni e chiese a organizzare per oggi una marcia contro la violenza xeonofoba, vissuta come una vergogna da molti.

È opinione comune che l’episodio che ha dato fuoco alle polveri risalga al 19 gennaio scorso, quando un negoziante di origini somale, Senosi Yusuf, ha ucciso a fucilate Siphiwe Mahoyi, un quattordicenne che con altri stava saccheggiando il suo negozio nella notte. Un tipo di reato molto comune, che insiste sui negozi degli immigrati in alcune zone di Soweto, un tempo l’aerea della capitale Johannesburg riservata ai neri e oggi zona piagata dalla povertà e dalla criminalità. In Sudafrica la criminalità violenta è rampante, i negozianti sono quindi armati e la polizia ha la sparatoria facile, la somma di questi fattori a gennaio ha prodotto 27 morti, dei quali 26 locali e un somalo, un conto che non ha fatto che rinfocolare la rabbia xenofoba.

SAFRICA-IMMIGRATION-RACISM-ATTACKS

All’episodio è seguito un aumento dei saccheggi ai danni degli stranieri e con il passare del tempo si è giunti ai linciaggi e agli omicidi. Chi voglia farsi un’idea visivamente può seguire l’hastag XenophobicSA, preparandosi però alla visione di veri e proprio orrori tra uomini bruciati vivi e altri feriti in maniera orrenda. Le vittime sono in maggior parte etiopi e somali, che come tanti altri africani hanno visto nel paese l’America africana e vi hanno cercato rifugio. Per molti sudafricani poveri gli immigrati africani sono quello che sono da noi per i leghisti, sono troppi, una piaga, portatori di tutti i mali e ovviamente rubano lavoro e occasioni ai sudafricani.

La società e la politica stanno cercando di reagire contrastando la narrazione xenofoba con i dati, che anche in Sudafrica dimostrano che gli immigrati hanno portato competenze e spirito d’iniziativa che poi si sono tradotti in vantaggi economici per il paese nel suo insieme, ma quanti s’impegnano nei pogrom difficilmente potranno essere convinti con le buone parole e si farà fatica anche con la nota brutalità della polizia sudafricana. Per questo, mentre gli immigrati fuggono dalle aree investite maggiormente dalla violenza, la questione è diventata centrale per la politica sudafricana, che insieme ai migranti rischia di perdere quell’aura positiva garantita all’immagine del paese dall’epopea di Mandela e dal felice pensionamento del regime dell’apartheid. Superamento che regge anche alla furia xenofoba, nessun negozio gestito da bianchi è stato attaccato e nessun bianco è stato linciato, anche se immigrato, come sempre in questi casi la ricerca del capro espiatorio punta sempre verso i più deboli.

Pubblicato in Giornalettismo

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