Un sito italiano di “controinformazione”

Posted on 12 marzo 2015

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Ogni tanto mi capita di correggere«notizie» dal sen fuggite e quando succede devo poi affrontare la reazione di chi le ha partorite, quasi mai piacevoli. Così nel caso della bufala che vorrebbe che Abdelhakim Belhadj sia diventato capo dell’ISIS in Libia. Uno sproposito campato in aria e buttato lì da fonti non proprio attendibili e rilanciato, con calma, anche in Italia da un articolo su La Stampa.

Maria Grazia Bruzzone alla fine si è convinta di aver sbagliato e in qualche modo ha rettificato, ma avrei da lamentarmi del modo. Non è tanto il fatto di provare a darsi ragione mentre si cerca di correggere un errore o ancora il tentativo di metterla come se chi ha evidenziato l’errore se ne sia accorto per una botta di fortuna e non per aver compiuto quelle verifiche che, mancando, avevano provocato l’errore, ma a infastidirmi davvero è che il pezzo si apra facendo riferimento a  «Un sito italiano di “controinformazione”» citando Giornalettismo, che è una testata registrata, appartiene al gruppo Banzai e non si è mai posto o proposto come tale nemmeno per sbaglio.

No, Giornalettismo non si occupa di controinformazione e metterla così sembra solo il malcelato tentativo di buttar fango su chi ha dimostrato maggiore professionalità e attenzione di chi invece usa siti come Inforwars o Voltairenet per ricavarne pezzi come quello su Abdelhakim Belhadj. Fastidioso davvero.

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