Abdelhakim Belhadj non è il capo dell’ISIS in Libia

Posted on 11 marzo 2015

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Abdelhakim Belhadj ha detto che querela tutti, dopo che La Stampa ha lanciato la «notizia» secondo la quale sarebbe diventato il capo dell’ISIS in Libia .

La notizia, decisamente inverosimile, sembra scaturire da alcune fonti statunitensi non verificate, su tutte Fox News e il Washington Times del fu referendo Moon, già capo della lega anticomunista mondiale, non esattamente il top dell’affidabilità, ancora di più se poi in effetti non si trova nessun’altra testata americana che rilanci l’incredibile notizia. C’è un’evidente tendenza dei media italiani a gonfiare, se non a inventare, le notizie sull’ISIS, come ha notato Leonardo Bianchi, una tendenza che si è rivelata fin dall’emergere del minaccioso gruppo islamista, sul conto del quale agenzie e testate italiane ne hanno inventate di tutti i colori.

In realtà la genesi della bufala è ancora più antica e risale all’ultima settimana di febbraio, lanciata dalla versione spagnola del sito Voltairenet, noto per essere una fabbrica di bufale e complotti. Secondo il sito, l’Interpol avrebbe diffuso una nota della procura egiziana che accusa Belhadj di essere il capo dell’ISIS in Libia. Nota alla quale nessuno ha dato peso, visto che il regime egiziano ha accusato tutti i Fratelli Musulmani nel mondo di essere terroristi e vicini all’ISIS, anche se in effetti pure in Libia quelli dell’ISIS tirano a far la pelle ai Fratelli Musulmani. Con calma, il 2 marzo l’articolo è stato tradotto anche in italiano dallo stesso sito e poi è stato via via ripreso dagli appassionati del genere complottista, fino a spuntare finalmente sulle pagine de La Stampa e da qui essere ripreso da alcuni telegiornali. Qui, in un articolo di Maria Grazia Bruzzone, si cita tra le fonti addirittura un post di Infowars, di cui poi si riassume il contorto ragionamento usato per accusare Belhadj, in assenza di qualsiasi prova a sostegno dell’accusa. Purtroppo per Bruzzone il suo resterà l’unico articolo in italiano ad avallare la patacca. Nelle stesse ore Euronews presentava invece il libico come un uomo del dialogo che parla di democrazia e ad andare dietro a Bruzzone si son visti solo siti come il mitico Informare x Resistere. A distanza di una settimana la situazione non è cambiata e nessuno ha rilanciato le «rivelazioni» de La Stampa.

Belhadj, che è stato a capo delle forze ribelli che hanno conquistato Tripoli il 21 agosto 2011 ed è diventato poi comandante del Consiglio Militare della città, ha fatto sapere che intende denunciare chiunque lo diffami diffondendo questa falsa notizia. Belhadj da tempo ha fatto pace con l’Occidente, anche se è ancora in lite con la Gran Bretagna che lo consegnò alle torture di Gheddafi e nel suo paese ha una posizione di rilievo e di grande visibilità, lontana dall’ISIS. Notizia inverosimile anche perché Belhadj è personaggio importante della fazione che fa base a Tripoli e nessuno in Libia ha raccolto e rilanciato le accuse degli egiziani, anche perché tra i nemici dell’ISIS libica, gli islamisti «moderati» di Tripoli hanno un posto di rilievo e le due fazioni sono nemiche giurate. C’è stato pure chi ha definito Belhadj «capo segreto» dell’ISIS in Libia per far tornare i conti, ma con scarso successo, in Libia non ha abboccato nessuno.

AGGIORNAMENTO: Dopo aver risposto in un commento su Giornalettismo e su Twitter, Bruzzone ha un po’ corretto il tiro.

Pubblicato in Giornalettismo

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