Estradato, ex deputato di Forza Italia rischia l’ergastolo in America

Posted on 1 marzo 2015

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L’accusa a carico di Massimo Romagnoli, ex deputato di Forza Italia, è presentata dall’Office’s Terrorism and International Narcotics Unit americana, che seguendo un’inchiesta coordinata dalla DEA in collaborazione con le polizie di Romania e Montenegro, lo vuole processare per la tentata vendita di armi alle FARC colombiane.

Romagnoli, 43 anni, ex deputato di Forza Italia eletto dagli italiani all’estero, si sarebbe associato a Cristian Vintila (un personaggio di spicco del Spd, il partito rumeno di sinistra) e Virgil Flaviu Georgescu, per offrire armi agli agenti della DEA americana che si fingevano appartenenti alle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia ) colombiane. Romagnoli in particolare si sarebbe adoperato per fornire le armi di certificati falsi che le facessero sembrare in regola durante il trasporto e avrebbe peggiorato la sua situazione mostrando indifferenza quando gli uomini della DEA hanno affermato che le armi sarebbero servite a uccidere americani e ad abbattere velivoli americani. Che è un capo d’accusa a parte per il codice statunitense.

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Eletto nel 2006 con appena 8.700, per lo più raccolti attorno a Colonia, molto lontana dalla Grecia, suo paese d’adozione, si segnala da allora per la vicinanza a diverse iniziative fallimentari, ultima delle quali la presidenza dell’Orlandina Calcio, serie D, la squadra di Capo d’Orlando, la sua città natale, che ha abbandonato in un lago di debiti sul finire dell’anno scorso. Il suo curriculum dice che ultimamente faceva il «dirigente a Londra di un’azienda di consulenze internazionali specializzata in aerei civili, business e da combattimento, e motori per aeromobili».

Romagnoli e i due rumeni sono imputati (qui il documento) di cospirazione per uccidere funzionari degli Stati Uniti e di cospirazione per fornire sostegno materiale o risorse ad un’organizzazione terroristica straniera, due reati che portano come massimo della pena l’ergastolo e 15 anni di detenzione. Durante i loro incontri Vintila e Romagnoli hanno consegnato agli agenti  della DEA cataloghi di armi di tipo militare che erano pronti a fornire alle FARC, tra le quali pistole, mitragliatrici e lanciarazzi a spalla. Le discussioni su consegne e pagamenti sono state diligentemente registrate dagli agenti in incognito e pare abbiano convinto anche le autorità montenegrine, che hanno dato il via l’ibera all’estradizione dei tre verso gli Stati Uniti. Da Podgorica, dov’era detenuto fin dal dicembre scorso a seguito dell’arresto in quel paese, Romagnoli ha assicurato che «Sono innocente. E lo dimostrerò», purtroppo per lui ora dovrà dimostrarlo ai giudici americani.

Pubblicato in Giornalettismo

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