Sud Sudan, un paese nuovo per morire di fame come prima

Posted on 13 febbraio 2015

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L’ONU lancia l’allarme e una richiesta di fondi per soccorrere milioni di sudanesi del Sud che rischiano di morire di fame nei prossimi mesi, ma il paese si consuma nell’indifferenza internazionale.

Il Sud Sudan è indipendente dal 2011, ma l’indipendenza è stato un dono avvelenato, affidato com’è stato alla cura di ex guerriglieri che ora si fanno la guerra tra loro. Per oltre vent’anni americani e britannici hanno spinto per la partizione del Sudan, all’epoca lo stato più vasto d’Africa, lamentando una presunta persecuzione dei sud-sudanesi «cristiani» da parte del Nord «musulmano».

Raggiunta l’indipendenza e cominciato l’autogoverno, il paese è invece sprofondato nel caos e nella guerra e quei sud-sudanesi che erano rientrati in patria per contribuire alla sua nascita, se ne sono tornati in esilio all’estero. Nel paese non c’è una sola strada asfaltata, se non la strada principale della capitale, i soldi ricavati dalla vendita del petrolio sono stati spesi in parte per comprare decine d’inutili carri armati di seconda mano e il resto è sparito nel nulla.

Frustratissima la diplomazia internazionale, il tutoring di Washington e Londra si è rivelato inutile, il presidente Salva Kiir incapace quanto indomabile e le possibili alternative forse peggiori. A 3 anni dall’indipendenza il paese è infatti ricaduto nella guerra civile, questa volta tra due fazioni interne allo SPLM, il partito indipendentista che aveva raccolto tutti in nome dell’unità nazionale e che poi è diventato lo strumento per realizzare le volontà di Kiir e dei suoi associati, tra i quali lo stesso Riek Machar, leader dei suoi rivali.

In una situazione del genere non deve stupire quindi se il paese, uno dei più poveri al mondo, si ritrova di nuovo sull’orlo di una crisi umanitaria, piuttosto stupisce che i paesi sponsor della secessione sudanese abbiano ignorato l’appello dell’ONU, che ha chiesto quasi due miliardi di dollari e ha ricevuto promesse per appena mezzo miliardo, più della metà dei quali solo dagli Stati Uniti.

Secondo l’ONU circa la metà dei 12 milioni di abitanti, con una bassissima età media, ha bisogno d’assistenza alimentare e ora  diventa difficile anche consegnare gli aiuti quando ci sono. La guerra civile infatti ha fatto proliferare i gruppi armati che si sono messi in proprio e depredano anche i convogli degli aiuti. Il tutto in una situazione segnata dalla sofferenza, con 100.000 persone chiuse nei campi dell’ONU per timore delle violenze e un altro mezzo milioni di sud sudanesi fuggiti a piedi oltre frontiera. Un disastro che si consuma nell’indifferenza, ormai da anni le crisi alimentari in Africa non raccolgono che una minima attenzione da parte dei grandi media internazionali.

Pubblicato in Giornalettismo

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