Tenete Papa Francesco lontano dai nostri bambini

Posted on 6 febbraio 2015

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Nel corso dell’udienza generale in Vaticano del 4 febbraio è uscita dalla bocca di Papa Francesco una perla di saggezza e civiltà:

Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi. Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: “Io alcune volte devo picchiare un po’ i figli … ma mai in faccia per non avvilirli”. Che bello! Ha senso della dignità. Deve punire, lo fa in modo giusto, e va avanti.

Che bello un padre che «deve» menare i figli, che bella la famiglia cattolica, belli i suoi «valori» e bella anche l’idea di usare la violenza per educare i bambini, ma soprattuto è bello il Papa che se ne rallegra e dice che «ha senso della dignità» un padre che mena i figli, perché non li mena in faccia, ma « lo fa in modo giusto». Bergoglio non solo legittima le botte, ma canta addirittura le lodi di un padre violento che probabilmente non picchia i figli in faccia solo per non farsi scoprire e denunciare, altro che «per non avvilirli».

E visto che di questi tempi «siamo tutti Charlie», non c’è niente di meglio delle parole di François Cavanna, tra i fondatori della rivista, per dire a incivili del genere: state lontani dai nostri bambini:

Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine,

quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola,

quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra,

quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids,

quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,

quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore,

quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia,

quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Tutti voi, che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore.

Tutti voi, che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.

Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi.

Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI!!!

Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.

Da Lettre ouverte aux cul-benits

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