Frederike Geerdink, la giornalista olandese che rischia la galera in Turchia

Posted on 6 febbraio 2015

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L’hanno fermata, perquisita e ora imputata per aver fatto «propaganda terroristica» per il PKK, ma Frederike Geerdink è una giornalista che ha fatto solo la giornalista, per questo ora rischia un lungo soggiorno nelle prigioni delle Turchia.

Geerdink è una giornalista olandese che risiede a Diyarbakir, la più grande città a maggioranza curda della Turchia, dove abita dal 2006 e da dove riferisce della questione curda per diverse testate europee e curde, ma il suo lavoro evidentemente non piace al governo turco.

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Non è una novità che la Turchia sia il paese con il record mondiale di giornalisti in galera e nemmeno lo è la faccia tosta con la quale il presidente Erdogan, proprio mentre la polizia fermava Geerdink, ha dichiarato che «in Europa e nel resto del mondo non c’è stampa più libera che in Turchia»: parole in libertà, smentite inequivocabilmente dai fatti.

Ora Geerdink è accusata di aver diffuso propaganda per i terroristi del PKK, attraverso articoli e messaggi sui social media tra il 10 settembre e il 18 ottobre, ma l’accusa non regge, poiché il reato per essere plausibile deve aver implicato l’incitamento alla violenza, del tutto assente nelle corrispondenze di Geerdink, inguaiata, pare, da un’intervista a Cemil Bayik, leader curdo prudentemente nascosto in montagna. Il Partito Curdo dei Lavoratori è ufficialmente un’organizzazione terroristica, anche se da anni il governo turco è impegnato con una trattativa con i «terroristi» che rivendicano maggiore autonomia per i curdi in Turchia.

La Turchia è al 154° posto per la libertà di stampa su 18o paesi e l’incriminazione di Geerdink ha una chiara funzione intimidatoria, tanto che ora non è sottoposta a misure cautelari e che molti l’hanno consigliata d’abbandonare il paese prima del giudizio. Proprio quello che la giornalista non vuole fare, decisa com’è invece a rimanere sul posto e ad affrontare la giustizia turca perché, dice, male che vada il processo attirerà l’attenzione sulla causa curda e anche su quella della libertà d’opinione e di stampa in Turchia.

Pubblicato in Giornalettismo

 

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