Il massacratore di bambini diventato capo dei talibani grazie a un drone

Posted on 20 dicembre 2014

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Maulana Fazlullah, nato Fazle Hayat in un distretto rurale del Pakistan a metà degli anni ’70, era un uomo già noto per la sua ferocia e per la sua mancanza di controllo quando il 7 novembre dell’anno scorso fu annunciata la sua nomina a capo di Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP).

Il capo del gruppo responsabile del massacro di ieri nella scuola di Peshawar deve la svolta nel suo destino a un matrimonio, quello con la figlia di un influente mullah. Fu allora che s’accese l’interesse di Fazlullah per la guerra santa, che fino a quel tempo aveva sbarcato il lunario lavorando a come addetto a  uno skylift e che si volse alla predicazione muovendo i suoi primi passi alla radio. Era il 2004 e ottenne subito successo grazie alla sua capacità d’infiammare i militanti talebani dai microfoni di una radio clandestina, attività che che gli valse il soprannome di Mullah Radio. La distruzione della sua madrassa per mano dell’esercito pachistano lo spinse a radicalizzare ancora di più la sua predicazione.

In questo fermo immagine Asmatullah Shaheen annuncia in conferenza stampa la nomina di Maulana Fazlullah a capo di Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) (Photo credit THIR KHAN/AFP/Getty Images)

In questo fermo immagine Asmatullah Shaheen annuncia in conferenza stampa la nomina di Maulana Fazlullah a capo di Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) (Photo credit THIR KHAN/AFP/Getty Images)

Fazlullah coltiva da sempre l’ossessione per l’educazione islamica, o meglio sarebbe dire l’ostilità per qualsiasi educazione alternativa, convinzione che ha portato il suo gruppo ad attaccare circa 100o scuole negli ultimi 5 anni. Inoltre Fazlullah ritiene che l’educazione spetti solo ai maschi ed è per questo che il suo gruppo a tentato di uccidere Malala Yousafzai, la giovanissima pachistana che è sopravvissuta a un attacco dei suoi uomini perché promuoveva proprio il diritto all’istruzione per le sue compagne. Malala è sopravvissuta e ha ricevuto il Nobel per la Pace, mentre Fazlullah ha continuato a far carriera nonostante molti, anche tra i talibani, lo giudichino una mina vagante.

La logica che anima Fazlullah è molto personale, per lui infatti il massacro di ieri sarebbe la risposta appropriata e legittima alle più recenti operazioni militari contro il suo gruppo in Pakistan. Secondo gli osservatori Fazlullah è più attivo e capace sul fronte della comunicazione che come comandante e stratega, più un comandante carismatico che un genio della guerra e dell’organizzazione. Per una tragica ironia della sorte, Fazlullah è assurto alla guida di Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) grazie agli americani, che hanno ucciso con un drone il precedente capo dell’organizzazione, Hakimullah Mehsud. È stato così che il TPP, che sotto la guida di Mehsud era impegnato in colloqui di pace con il governo d’Islamabad, ha scelto Fazlullah come guida e ha virato di nuovo verso la linea dell’intransigenza, dandosi ora al massacro di bambini.

Pubblicato in Giornalettismo

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