La chiesa di Papa Francesco contro i vaccini in nome del complotto

Posted on 15 dicembre 2014

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Un tragico deja vu, la Conferenza Episcopale del Kenya rilancia un’antica bufala assassina e danneggia la campagna di vaccinazione dell’OMS contro il tetano.

Lo scontro lo racconta nei dettagli il Washington Post e vede la Conferenza Episcopale del Kenya impegnata da settimane nel tentativo di bloccare la vaccinazione antitetanica delle donne in età fertile. Il perché si riassume brevemente anche nell’intervista di Tempi.it a Stephen Karanja, presidente dell’Associazione dei medici cattolici del Kenya:

È la prima volta che intervenite contro prassi simili?
A dire il vero, l’Oms portò qui lo stesso vaccino negli anni Novanta, ma l’allora ministro della Salute, Sam Ongeri, ordinò di bloccare tutto. Ongeri agì in questo modo perché si fidò dei consigli degli uomini di Chiesa che è il maggior partner del governo nel campo della salute (provvediamo per il 40 per cento all’assistenza sanitaria con 58 ospedali, 83 centri per la salute, 311 ambulatori, e 17 centri di specializzazione). Questa volta il ministro si è messo dalla parte dell’Oms.

Per inquadrare la questione nei giusti termini è bene sapere che il tetano neonatale nel 1998 uccideva dagli 8.000 ai 12.000 bambini all’anno in Kenya, ovviamente anche grazie all’alt alla vaccinazione, con lo stesso pretesto, promosso dalla Chiesa locale negli anni ’90 grazie ai «consigli degli uomini di Chiesa che è il maggior partner del governo nel campo della salute».
Oggi come allora la Chiesa ha ordinato dei test su «campioni» non meglio specificati, test che secondo l’OMS sono sbagliati nel metodo e nell’esecuzione, tanto che sono test usati per rilevare la presenza di un ormone in gravidanza e non test specifici sul vaccino. Secondo la Conferenza Episcopale del Kenya le tracce di ormone Hcg rinvenute da quei test dimostrerebbero che il vaccino è in realtà lo strumento di una campagna di sterilizzazione di massa. Una bestialità indimostrata oggi come lo era negli anni ’90, una bestialità identica a quella con la quale anche in Nigeria e Pakistan, i Boko Haram e i Talibani si oppongono al vaccino contro la polio: il complotto dell’Occidente per sterilizzare le donne africane o musulmane a seconda della fonte. Peccato che se esistesse un tale metodo anticoncezionale, avrebbe già reso ricchi i suoi produttori e mandato in fallimento quelli che promuovono metodi alternativi e meno efficaci.

Si tratta invece di una campagna dell’OMS inscritta nel quadro dei Millennium Goal, l’eradicazione del tetano materno e neonatale è uno degli obiettivi per il 2015 e le zone rurali del Kenya sono tra le ultime in Africa a beneficiare della campagna di vaccinazione salvavita. Ovviamente negli altri paesi africani le donne già vaccinate non sono diventate sterili e non è neppure calato di una virgola il tasso di fertilità, ma ai complottisti in tonaca le evidenze che remano contro non interessano e gli argomenti impiegati per sostenere la tesi del big complotto sono banalità del tipo: «non ci sono epidemie di tetano», che non è malattia epidemica, o la deduzione della sua esistenza dal fatto che la vaccinazione non sia stata pubblicizzata universalmente e che quindi sarebbe praticata quasi «di nascosto». Altra «dimostrazione» del complotto verrebbe dal target della vaccinazione, che ovviamente è proposta alle donne in età fertile.

«Argomenti» privi di sostanza e di fondamento, è evidente che la Chiesa e i media ad essi vicini stiano cercando di validare la vecchia bufala per evitare l’accusa di terrorismo assassino, perché è un fatto che quasi 10.000 bambini che morivano di tetano in Kenya all’inizio del secolo sono stati uccisi dall’opposizione al vaccino che altrimenti li avrebbe salvati. Particolarmente significativo è come la stessa giornalista di Tempi sia tornata sul tema dopo le feroci polemiche suscitate dal primo articolo, intervistando un esponente dell’OMS con domande come questa:

Perché il programma è stato impostato in modo da somministrare cinque dosi di vaccino, aumentando la quantità di Hcg e quindi il rischio di sterilità?
Prima di tutto vorrei ribadire che non c’è Hcg nel vaccino e che la campagna mira alla somministrazione di tre dosi.

Domanda che pone una premessa falsa, la presenza di Hcg, subito smentita dall’intervistato e che inoltre parla di sterilità quando semmai ci sarebbe da parlare di aborto, perché l’ormone Hcg non ha il potere di sterilizzare la donna, in nessun paese al mondo è mai usato per sterilizzare le donne. Ora, come accadde negli anni ’90, la chiesa è riuscita di nuovo a bloccare la campagna di vaccinazione grazie all’esibizione di dubbi test che, guarda caso, una volta ripetuti non hanno trovato traccia dell’ormone nei vaccini, proprio come non ne era stata trovata traccia negli anni ’90.

Il governo del Kenya ha comunque fermato tutto e ora s’attende un nuovo round di test, questa volta condotti con tutti i crismi e sotto supervisione di tutti, ma nel frattempo il terrorismo della Conferenza Episcopale, esattamente come quello dei Boko Haram, pretende un prezzo di sangue, perché in fondo gli autonominati difensori della vita sembrano interessati solo a contrastare qualsivoglia campagna di controllo delle nascite e qualsiasi anticoncezionale, anche quelli che vivono solo nel mondo delle bufale. Anche se l’esito delle analisi sarà negativo come lo fu negli anni ’90, tutto il peso e l’autorevolezza della chiesa presso milioni di persone è già stato buttato sul piatto a favore della bufala, danneggiando pesantemente la campagna al di là dei ritardi già cumulati. Poco importa se moriranno migliaia di bambini per il tetano. la coerenza e la scienza sono un optional per chi vive di dogmi e credenze e per imporle agli altri, anche se casi come questo di tratta di una credenza assassina.

Pubblicato in Giornalettismo

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