La strage di studenti di Iguala, trovate fosse comuni con i loro corpi

Posted on 5 ottobre 2014

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A Iguala lo scorso venerdì 26 c’è stata una strage di studenti, con l’assassinio di sei persone e il ferimento di svariate altre, ma soprattutto con la sparizione di una quarantina di persone, 43 che mancano ancora all’appello. La versione della polizia di Iguala de la Indipendencia, città a metà strada tra Acapulco e la capitale, nello stato del Guerrero, è che gli agenti abbiano usato la forza mentre cercavano d’impedire che gli studenti s’impadronissero di una paio d’autobus, e che un attacco a un autobus a fucilate sia stato un isolato episodio di natura criminale, scollegato dalla manifestazione e dalle sue conseguenze. È finita con 22 poliziotti arrestati dall’esercito e con tutto il Messico scandalizzato perché l’ipotesi è che la stessa polizia sia infiltrata dal crimine organizzato, anche il sindaco della cittadina è da molti considerato un complice dei narcos, e che abbia impiegato i metodi e la brutalità tipica dei narcos per rispondere alla protesta studentesca. Il sindaco José Luis Abarca è attualmente ricercato (anche da Interpol) e irreperibile, aveva dichiarato di non sapere niente dei fatti, perché stava a una festa. Come lui è sparito anche il capo della polizia. Nel frattempo è stato anche espulso dal Partido de la Revolución Democrática (PRD), che gli ha chiesto di dimettersi dalla carica.

Nella giornata di ieri è poi arrivata la notizia del rinvenimento di almeno 3 fosse comuni, si parla di un pozzo e di due vere fosse, nelle quali sarebbero stati buttati una ventina di cadaveri, che le prime indiscrezioni dicono essere stati bruciati, non si sa se prima o dopo la morte. Le autorità hanno sigillato i luoghi e, dopo prudenti verifiche, hanno confermato il ritrovamento dei corpi di diversi studenti scomparsi,una ventina almeno. Il procuratore statale Iñaki Blanco aveva già detto ci sono prove che la sparizione e gli omicidi siano legati ad azioni di uomini del cartello dei Guerreros Unidos e abbiano visto il coinvolgimento decisivo degli uomini della polizia locale, considerati affiliati al cartello dai magistrati. Lo stesso sindaco della città è fa molti e da tempo indicato come complice del cartello. Secondo il procuratore le indagini continuano e porteranno ad altri arresti, dopo i 22 poliziotti catturati dall’esercito e gli altri otto tra poliziotti e noti criminali fermati in seguito. La storia ha suscitato molto scandalo e sta facendo molto rumore, anche se in Messico stragi simili sono frequenti, l’idea che criminali e polizia facciano strage di studenti e poi ne brucino i cadaveri per provare a nasconderli, ha indignato anche quelli più assuefatti al brutale livello di violenza che da anni i cartelli della criminalità organizzata impongono al paese.

 

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