Isteria americana contro un giovane scrittore

Posted on 14 settembre 2014

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Patrick McLaw è un giovane insegnante di scuola media che ha firmato come «Dr. K.S. Voltaer» due thriller, «The Insurrectionist» e il suo seguito, «Lilith’s Heir», ed è finito al centro di una paradossale vicenda nella quale le autorità del Maryland lo stanno trattando come una persona pericolosa, basandosi unicamente sul fatto che nel suo primo libro narra la storia del massacro in una scuola.

Hanno perquisito la scuola dove insegna e casa sua, a Cambridge, nel Maryland, lo hanno sottoposto a una valutazione psicologica, lo hanno sospeso dall’insegnamento e non è chiaro se l’abbiano arrestato, ma dicono che ora è in un posto che la polizia conosce, «impedito dal viaggiare» e che alla polizia della penisola di Delmarva è stata distribuita la sua foto. Non hanno trovato armi o esplosivi, hanno invece scoperto che non ha mai posseduto un’arma in vita sua.

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Alla polizia e alla stampa locale sembra tutto normale, normale che si possano limitare le libertà di una persona solo perché ha scritto una storia, che si svolge in un futuro lontano 900 anni, nella quale un mistero ruota attorno alla più grande strage in una scuola della storia americana. Una fiction letteraria che, non si capisce come, è riuscita a innescare l’isteria presso le autorità del Maryland. McLaw è nero e questo non aiuta, scrive sotto pseudonimo e per la polizia locale sembra un delinquente che usa gli alias per colpire impunito, ma non ha mai posseduto un’arma ed è noto per il suo amore per la letteratura, l’unica volta che ha fatto notizia a livello nazionale è stato perché aveva aiutato uno dei suoi ragazzi ad auto-pubblicarsi un libro attraverso Amazon.

A tutta questa agitazione, compreso un presidio della polizia a difesa della scuola «fino a quando sarà necessario», corrisponde peraltro un’estrema riservatezza sulla sorte dello scrittore e il silenzio di fronte alle domande dei media in proposito. Le autorità non hanno peraltro indicato altri motivi di sospetto e non sembrano aver messo l’uomo agli arresti, né dalle cronache si riesce a dedurre il minimo motivo che possa motivare un arresto, non risulta che l’uomo abbia espresso intenzioni criminali e nemmeno che si stesse attrezzando per commettere un crimine, gli unici indizi a suo carico paiono le sue fatiche letterarie e l’uso di uno pseudonimo, peraltro noto alle autorità scolastiche che lo hanno assunto dopo che il libri sospetto era già stato pubblicato. C’è da rimanere perplessi e c’è qualche commentatore americano che si chiede come possa accadere, ma sono decisamente pochi per un caso nel quale sembra proprio si sia arrivati a processare un uomo per quel che qualche sventato crede di aver intuito da un suo racconto.

P.s. Si è poi saputo che McLaw è stato ricoverato in una struttura sanitaria per essere «valutato», nella quale è stato di fatto recluso diversi giorni. Per parte loro le autorità hanno affermato che a innescare la procedura che ha portato MaLaw a subire l’equivalente di un TSO è stata una lettera d’ addio/licenziamento, che lui dice sia stata equivocata.

 Pubblicato in Giornalettismo

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