I Boko Haram dichiarano il califfato africano

Posted on 26 agosto 2014

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Il governo nigeriano non ha «riportato a casa le nostre ragazze», ma ha invece lasciato talmente indisturbati i Boko Haram, che questi ora hanno cominciato a sognare in grande e hanno annunciato l’istituzione del secondo califfato d’Africa.

I Boko Haram non sono l’ISIS, sono anzi una formazione radicata sul territorio ed espressione abbastanza genuina di un rapporto malato tra il governo nigeriano e le sue regioni settentrionali a maggioranza musulmana, da sempre povere e neglette dal governo centrale. Trascurate a tal punto che i Boko Haram possono ringraziare proprio il governo nigeriano per il loro successo. Non solo infatti i militari nigeriani fuggono al loro apparire, ma alcuni ufficiali sono stati colti a vendere loro le armi dell’esercito.

gwoza-770x460A peggiorare le cose ci si è messa poi la repressione ottusa e spietata con la quale i militari nigeriani hanno pensato bene di usare la mano pesante nelle regioni interessate dalla loro presenza, con l’unico risultato di spingere ancora più uomini verso la lotta armata. Così ieri il loro lader, Abubakar Shekau, ha diffuso un video nel quale proclama l’istituzione del califfato nella Nigeria settentrionale e Gwoza la sua temporanea capitale.

La città è stata presa dagli islamisti qualche settimana fa ed è una città vera e propria, con oltre 250.000 abitanti, ora sugli edifici dell’amministrazione sventola la bandiera dei Boko Haram da qualche settimana, senza alcuna apprezzabile reazione da parte del governo di Abuja, che comunque ha dismesso la dichiarazione come «vuota». A colpire è che Gwoza è a poca distanza da Chibook, teatro del rapimento di massa di centinaia di studentesse nell’aprile scorso e di Maiduguri, già oggetto di numerosi attacchi. Un’area che in teoria ormai avrebbe dovuto essere presidiatissima dall’esercito nigeriano, che in realtà non si è fatto ancora vedere, né per onorare l’impegno di #bringbackourgirls, né per proteggere gli abitati dalle sempre più frequenti e sanguinose irruzioni dei Boko Haram.

 Pubblicato in Giornalettismo

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