Sono stati gli Emirati a bombardare «in segreto» la Libia

Posted on 25 agosto 2014

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A bombardare le milizie variamente islamiste impegnate nella battaglia per il controllo dell’aeroporto di Tripoli sono stati gli aerei degli Emirati Arabi Uniti partiti dall’Egitto.

 Era un mistero per niente glorioso quello dei ripetuti bombardamenti contro le milizie di Misurata impegnate nella battaglia per l’aeroporto della capitale libica. Li aveva rivendicati il generale Khalifa Haftar, aspirante uomo forte di una Libia che ancora resta nelle sue aspirazioni, ma non gli aveva creduto nessuno anche perché non dispone dell’aviazione. Per due volte nell’ultima settimana l’aviazione degli Emirati ha bombardato gli islamisti in gran segreto, ma senza grossi risultati, tanto che alla fine l’aeroporto o meglio quel che ne resta, è stato conquistato dai miliziani.

L’Egitto di al Sisi, che con gli Emirati e l’Arabia Saudita ha formato un’alleanza volta alla restaurazione dei regimi militari in alternativa al dilagare dei Fratelli Musulmani per via democratica, ha negato tutto anche agli americani che chiedevano notizie, ma non è che la cosa potesse sfuggire a Washington, che agli Emirati ha fornito gli aerei e che ne ha addestrato i piloti, e che in zona ha occhi e orecchi elettronici ai quali non possono certo sfuggire azioni del genere.

Con i Fratelli Musulmani appoggiati da Qatar e Turchia, si va così delineando una guerra tra blocchi contrapposti che ha per teatro i paesi arabi nei quali le «primavere» hanno contribuito a portare il caos o più semplicemente un governo islamico, seppur moderato. In Egitto è stato un golpe a spazzarli via, in Siria è stata l’ISIS armata dai sauditi e altri alleati, e ora in Libia interviene direttamente il blocco reazionario con i bombardamenti aerei.

I bombardamenti sono stati quindi un’inutile e grave violazione della sovranità libica, visto che nel paese non c’è autorità che possa averli invitati. La denuncia dell’intervento arriva direttamente da Washington, che avrebbe raccolto le «prove» che dimostrano come gli Emirati abbiano fornito aerei, piloti e rifornimento in volo necessario per andare e tornare dalle basi egiziane. Secondo gli americani gli emiratini in precedenza avevano distrutto un campo d’addestramento degli islamisti in Libia senza essere riconosciuti e l’azione gli deve aver dato la spinta per osare ancora di più. Un’azione sconsiderata e illegale che dimostra quanto, se mai ce ne fosse bisogno, il blocco reazionario riunito accanto ai Saud, la casa regnante, è pronto a usare ogni mezzo pur d’ingerire nella politica dei paesi arabi ed evitare che persino gli islamisti più moderati possano giungere al potere, che sia con la forza o attraverso il voto democratico poco importa.

Pubblicato in Giornalettismo

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