Il Datagate inguaia anche i servizi tedeschi

Posted on 19 giugno 2014

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Nota: a ruota di Der Spiegel, The Intercept ha pubblicato altro materiale relativo alle intercettazioni dei cavi che portano la rete attraversi i mari e i continenti

Grosso guaio per Angela Merkel e i suoi servizi segreti, un’inchiesta di Der Spiegel rivela che NSA americana e Bundesnachrichtendienst (BND) collaborano molto di più di quanto rivelato finora, anche nello spionaggio di cittadini e industrie tedesche.
L’inchiesta che la rivista tedesca Der Spiegel ha pubblicato ieri creerà sicuramente un grosso imbarazzo al governo federale, ai servizi segreti tedeschi e anche ad Angela Merkel, che ora si trova nella sgradevole situazione di dover indagare ed eventualmente intervenire sulle istituzioni tedesche e allo stesso tempo a rischio di subire indagini e critiche che non potranno non interessare la cancelleria. Un processo che non sarà indolore e che non si potrà chiudere con qualche parola di circostanza com’è accaduto con la modestissima crisi che ha visto il cancelliere tedesco affrontare Obama e ricavarne rassicurazioni che lasciano il tempo che trovano sul fatto che la NSA non spierà più il governo e i cittadini tedeschi. Dall’inchiesta emerge che le dichiarazioni con le quali l’agenzia tedesca che si occupa dello spionaggio internazionale, Bundesnachrichtendienst (BND), si era detta a conoscenza di una minima parte delle attività di NSA, erano quantomeno inesatte e riduttive. Der Spiegel dimostra infatti rapporti molto stretti tra le due agenzie e in più pubblica documenti che dimostrano come l’agenzia tedesca fosse a conoscenza dei sistemi a disposizione di NSA, al punto da richiedere di poterli utilizzare e di gestirne alcuni in tandem con gli americani proprio in territorio tedesco.

Le rivelazioni hanno diverse implicazioni, una delle più rilevanti riguarda la collaborazione del BND nello spionaggio in Afghanistan, perché l’intercettazione, la lavorazione e lo scambio dei metadati e delle conversazioni delle telefonate afgane è stato probabilmente usato per guidare i bombardamenti dei droni americani, probabilmente anche in Pakistan, e si tratta di una partecipazione ad attività militari proibita dalla costituzione tedesca, che risulterebbe così violata dall’agenzia tedesca.

A questo problema, di elevata gravità per gli standard tedeschi, s’aggiunge l’analisi dei documenti forniti da Edward Snowden e le altre informazioni raccolte e verificate dalla rivista. Dimostra che il BND ha raccolto e aiutato NSA a raccogliere anche i dati dei cittadini tedeschi, cosa che le è assolutamente proibita. Una disavventura simile è capitata ai colleghi britannici, ancora più complici di NSA e ieri il suo direttore ha affermato candidamente che lo spionaggio dei dati di Google, Yahoo e di altri servizi mail è perfettamente legale anche quando riguardi cittadini britannici perché tali dati sono conservati su server all’estero. L’idea, già sostenuta negli Stati Uniti da alcuni paladini di NSA a parti invertite, è rendere di fatto inutile qualsiasi divieto all’invadenza dei servizi, che se ne possono sbarazzare semplicemente «ricevendo» o ricavando dall’estero i dati relativi alle comunicazioni dei propri cittadini, sia attingendo a loro copie conservate su server non protetti nemmeno, in teoria, dalle leggi a tutela della privacy e dei diritti fondamentali, sia subappaltando il compito a servizi alleati in cambio dell’identico favore.

Una soluzione molto elegante, ma forse un po’ troppo ardita perché i cittadini tedeschi e le istituzioni della Germania possano accettarla senza porre grosse obiezioni e senza ritenere invece i servizi colpevoli di utilizzare un espediente che viola lo spirito di alcune importanti leggi tedesche, se non la loro lettera. Di sicuro il governo non è orientato a tagliare i ponti con NSA, che di recente il Ministro degli Interni di Berlino ha detto anzi di voler implementare.

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I documenti di Der Spiegel (accompagnati anche da un utile glossario) rivelano inoltre l’esistenza di diverse centrali d’ascolto americane in Germania, alcune gestite in tandem con BND, altre invece in totale indipendenza, come quelle nei pressi degli edifici del governo che si era già scoperto essere dedicate allo spionaggio della signora Merkel, del suo gabinetto e di altre numerose istituzioni e personalità tedesche, tanto che nei documenti di NSA la Germania è risultata in cima alle nazioni alleate e definite «target», per volume di spionaggio subìto. L’European Technical Center (ETC) di Wiesbaden emerge dall’inchiesta come la più importante stazione di NSA per la raccolta di dati sul territorio continentale europeo, attività ufficialmente sconosciuta prima delle rivelazioni di Der Spiegel, che pubblica documenti che ne documentano l’espansione negli anni. Non bisogna però immaginare i tedeschi come al traino degli americani dal punto di vista tecnico, altri documenti raccontano che in occasione dei mondiali del 2006 i primi mostrarono ai secondi dispositivi e sistemi che li impressionarono favorevolmente perché alcuni superavano nelle prestazioni quelli a disposizione degli statunitensi.

La collaborazione tra le due agenzie trova la sua ragione nell’accordo (Memorandum of Agreement) siglato nel 2002, sei pagine di materiale marcato top secret che Der Spiegel non ha recuperato da Snowden e che, pur declamando per quasi tutto il documento una serie di sani principi e invocazioni al rispetto della legalità e della privacy dei cittadini dei due paesi, rappresenta un assegno in bianco per la presenza di clausole che autorizzano poi ogni eccezione nel caso d’attività necessarie a combattere il terrorismo. Non è chiaro se il BND o altre agenzie tedesche fossero al corrente dello spionaggio delle istituzioni tedesche, ma risulta evidente che persino nelle operazioni condotte in tandem e condividendo le informazioni, gli americani hanno finito per prelevare grandi quantità di dati di cittadini, aziende e istituzioni tedesche e solo in seguito le hanno cancellate su indicazione dei tedeschi, che comunque «vedevano» solo una modesta porzione di quanto oggi sappiamo che NSA ha prelevato frugando tra le comunicazioni dei tedeschi. Quello che è scritto nero su bianco è che alla NSA erano coscienti che se si fosse saputa la reale dimensione della collaborazione con BND, l’agenzia tedesca avrebbe potuto incontrare grossi problemi in patria e le attività avrebbero corso il rischio di essere terminate. A completare il quadro c’è poi la descrizione del programma Wharpdrive, che vede BND e NSA ottenere «accesso non convenzionale» ai dati attingendo direttamente ai cavi in fibra ottica che attraversano il territorio tedesco, accesso che mette a loro disposizione senza bisogno di alcun mandato i dati tedeschi e di molti altri paesi, su tutti quelli europei.

La conclusione di Der Spiegel nell’editoriale che accompagna e spiega il senso e i motivi dell’inchiesta, è che la Germania «ha tollerato a lungo l’arroganza americana, forse sospettando, ma scegliendo di far finta di niente. Ma non c’erano solo sospetti, i documenti di Snowden mostrano che attraverso il BND la Germania aveva una discreta conoscenza di prima mano delle capacità e della pervasività degli “spioni” di NSA anche nei confronti dei cittadini tedeschi. E BND non collaborava con NSA solo per dare la caccia ai terroristi, ma anche per raccogliere quantità enormi di dati utili a scopi del tutto diversi. Der Spiegel ricorda però che i diritti costituzionali dei cittadini tedeschi non sono limitabili o aggirabili da un patto con gli Stati Uniti, segreto e pubblico che sia, e che lo spionaggio dei cittadini tedeschi è proibito dal codice penale, circostanza che farebbe dei tedeschi che lo praticano un criminale. Secondo Der Spiegel esistono due ipotesi in campo a questo punto: quella di una complicità cosciente del governo, che a questo punto se ne dovrebbe assumere ogni responsabilità, e quella che vede la NSA impegnata in un’operazione di spionaggio ostile in territorio tedesco, alla quale il governo di Berlino dovrebbe rispondere con una reazione adeguata. Der Spiegel ricorda poi che gli americani hanno rifiutato di fornire alla Germania l’elenco dei dati prelevati nel paese e che i parlamentari tedeschi si sono dovuti rivolgere alla rivista per aver accesso ai documenti e alle informazioni fornite da Snowden. Una circostanza che la dice lunga sulla collaborazione delle agenzie tedesche, che ancora oggi ribadiscono come la collaborazione con gli americani sia loro fondamentale. La conclusione di Der Spiegel è che anche se i due paesi collaborano a questo livello,  accadrà inevitabilmente che accanto a interessi coincidenti abbiano anche interessi in contrasto, casi nei quali nel dubbio il governo tedesco dovrebbe stare dalla parte degli spiati e non di chi spia. E per ora quel che è dimostrato accada, è esattamente il contrario.

Pubblicato in Giornalettismo

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