Ancora risate a 5 stelle

Posted on 29 maggio 2014

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In un paese alle porte di Bologna va in onda da tempo una faida tra grillini, modesta, ma estremamente gustosa. Dopo aver fatto campagna elettorale coprendosi i manifesti a vicenda e aver perso malamente il confronto con il locale campione del PD, l’atmosfera tra i 5 Stelle di Anzola dell’Emilia non è certo migliorata.

A sfidarsi sono il candidato sindaco Vittorio Borghi e quelli che hanno sostenuto la sua candidatura, contrapposti alla fazione di Dario Pattacini, giornalista bolognese, già assurto alle cronache perché intervistava a pagamento i politici emiliani nel suo programma TV, dimenticandosi però di comunicarlo ai telespettatori. Lo ha fatto anche con il consigliere regionale Giovanni Favia, che pagava come gli altri con i fondi del partito senza trovarci nulla di male. Qualcosa di male ce la trovò Grillo (e non solo lui) e Favia cadde poi in disgrazia anche per altri motivi. Pattacini invece è entrato decisamente nell’orbita grillina, anche se poi è finito in minoranza in quel di Anzola, minoranza che dopo non essere riuscita a piazzare il proprio candidato a sindaco pretendeva che gli eletti dell’altra fazione si dimettessero a favore di candidati (presunti) più «in linea» con il movimento.

Pattacini aveva reagito all’attenzione dei media annunciando querele alle testate che hanno osato porre all’attenzione dei loro lettori le gesta della pattuglia pentastellata impegnata nella guerra ai manifesti del candidato sindaco, proditoriamente coperti da una mano misteriosa con quelli del M5S per le europee. E pensare che Grillo ha parlato malissimo dell’uso della querela contro i giornalisti e di chi lo sposa.

Consumate le elezioni e sbollita la rabbia, Pattacini sembra però che si sia subito infuriato di nuovo. Eccolo infatti vergare un messaggio nel quale accusa con toni severi il rivale, colpevole di non essersi presentato a un incontro di partito. Nel messaggio si può notare come spenda il nome di altri esponenti del partito in favore del «suo» consigliere, al quale avrebbero telefonato. Segno di sostegno della parte «autentica» del Movimento ai pattaciniani, almeno nelle intenzioni, al quale s’aggiunge in un p.s. la singolare offerta di collaborare con i locali iscritti al Movimento 5 Stelle, gratuitamente.

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Posto che è difficile immaginare che gli altri abbiano mai pensato di pagarlo per il prezioso ausilio, come spesso accade nelle cose grilline il diavolo che dannerà Pattacini è in un dettaglio, un piccolo dettaglio sfuggito all’attenzione del grillino che ha assunto la postura dell’attacco a testa bassa:

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Che poi per informare Borghi potevano anche telefonargli, si dovevano trovare in tre e due erano già d’accordo, invece han preferito affidarsi alla fredda e inutile formalità e poi esibire la mail come prova di quanto il rivale sia stato brutocativo, toppando clamorosamente.

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