Una giornata con Tsipras

Posted on 24 Maggio 2014

9



Le prospettive della lista Tsipras in Italia non sono esaltanti, si gioca per il superamento della soglia di sbarramento che sembra lì a un passo e farà la differenza tra l’essere e l’evaporare di un progetto appena imbastito per l’occasione, ma il leader greco si conferma una risorsa per ora insostituibile.

Alexis Tsipras sta facendo campagna elettorale sia in Grecia che in Italia. In casa non ha solo le europee, proprio domenica si è infatti votato per le amministrative, un turno dal quale il suo Syriza è emerso incassando risultati da record. Al primo posto nel Comune di Atene è arrivato Giorgos Kaminis, sindaco uscente, con il 21,1% contro il 19,9% di Gavriil Sakellaridis di Syriza, nell’Attica Rena Douro ha ottenuto il 23,72 dei voti contro il 22,18% del presidente uscente Yannis Sgouros. Risultati che piazzano Syriza al pari dei maggiori partiti e per di più alle amministrative, competizioni nelle quali non ha mai brillato. Un risultato notevole per una formazione che traduce il suo nome in Coalizione della Sinistra Radicale, anche se alla prova dei fatti la linea di Syriza è nel solco classico della socialdemocrazia e di istanze così radicali da spaventare l’elettorato con la paura del comunismo non ce ne sono.

C’è però l’essere nettamente alternativa ed estranea alla diarchia greca delle grandi intese, che governa il paese dopo aver contribuito a turno a rovinarlo, come testimonia la reazione del primo ministro Samaras, che di fronte all’idea dei ballottaggi contro Syriza ha annunciato l’estensione dell’intesa tra Nea Demokratia e Pasok anche ai ballottaggi. naturale quindi che anche in chiave europea Syiriza, e da noi L’altra Europa con Tsipras, si presentino in nome di un no alle grande intese anche in Europa, in particolare a quelle che impongono la cappa dell’austerity, che manda in sofferenza in particolare i paesi del Sud Europa. Tsipras però non è anti-europeo e la lista non chiede il voto contro l’euro, si propone invece di andare a Strasburgo e spingere in direzione opposta a quella dell’austerity.

Lunedì il leader greco è quindi atterrato a Milano per un’immersione nella campagna elettorale italiana, una corsa con l’orecchio ai risultati che arrivavano da Atene che ha toccato anche Torino e Bologna. Tsipras è arrivato sul far del mezzogiorno davanti all’università Statale di Milano, dove ad attenderlo nei pressi di un gazebo un folto gruppo d’attivisti milanesi e giornalisti, una breve conferenza stampa seguita da un incontro con i rappresentanti di Libera e poi via in treno verso Torino. Qui il leader greco ha concesso la sua prima intervista in treno, la rete ferroviaria greca è infatti una delle più arretrate d’Europa e i viaggi in treno sono molto più lenti che in auto, non servono quindi ai leader in campagna elettorale, letteralmente lanciati in una corsa contro il tempo.

C’è da dire che i concorrenti italiani di Tsipras non sono da meno, anche Renzi e Grillo percorrono la penisola pancia a terra in queste ore, ma il leader greco gioca in trasferta e per di più parla solo in greco durante i suoi comizi, anche se si è opportunamente dotato di un traduttore efficace che riesce a trasmettere alle folle quei sentimenti e quelle sfumature che gli orfani della sinistra italiana vanno inutilmente cercando da tempo. Vestito in maniera modesta, Tsipras ha una discreta presenza e una solida formazione politica che gli permette di cavarsela bene anche in un contesto a lui quasi del tutto sconosciuto come quello italiano. Il progetto della lista Tsipras inoltre è decisamente internazionalista e quello che lo distingue dagli altri concorrenti è che fa compagna per le europee davvero, mentre i concorrenti usano le europee come un’appendice di una lotta tutta italiana. Una tendenza testimoniata anche dalla frequenza delle domande su Renzi, Grillo e Berlusconi che gli pone la stampa, in media decisamente poco interessata alle cose europee e ansiosa di cogliere la battuta o l’attacco giusto da buttare nell’abituale ping pong di accuse e contro-accuse nel quale si sta consumando la campagna per le europee all’italiana.

Una visione più internazionale che Tsipras ha dispiegato anche di fronte alla folla più numerosa che ha arringato poi a Torino da un palchetto di fronte a Palazzo Nuovo. Orario più urbano e buona risposta di pubblico, con un’età media già più bassa di quello di Milano e decisamente più folto, che ha accolto con entusiasmo la presentazione dei candidati per la circoscrizione Nord-Ovest, capitanati dal giornalista Curzio Maltese e per buona parte provenienti dalle lotte in Val di Susa. Platea molto ben disposta, che in chiusura intona «Bella ciao» e «El pueblo unido jamas sera vencido» e che Tsipras  saluta a pugno chiuso sorridendo. Consumato anche un incontro con i sindacati, si riparte alla volta di Bologna, dove l’attende un palco in Piazza Maggiore.

Tra Torino e Bologna io ed altri fortunati eravamo attesi per una tavola rotonda con le testate online, ma evidentemente gli spietati organizzatori italiani del tour hanno preteso troppo e così Tsipras ha dichiarato forfait, saltando anche la conferenza stampa prevista a Bologna prima dell’arrivo in piazza. Piazza da temere, perché è grande e punisce chi esagera con l’ottimismo, e che invece si è rivelata amica e animata sicuramente da più di 10.000 presenze, un risultato comunque considerato notevole anche dai concorrenti, soprattutto considerando il peso elettorale attribuito alla lista. Una piazza che Tsipras ha saputo scaldare a sentire i commenti del giorno dopo, non solo tra i nostalgici e i duri e puri. Lo ha fatto evocando i classici (Gramsci su tutti), ricordando Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer, ribadendo l’impostazione antifascista della lista e sostenendo il valore e l’utilità dell’azione dei sindacati più combattivi, in particolare della Fiom, citata come bastione contro le pretese di aziende come Fiat o Electrolux.

Una prestazione convincente nonostante l’handicap della lingua e comizi che evadono dalle italiche baruffe, ce n’è abbastanza per far respirare tanti che si sentono in apnea da anni e che all’ombra del greco sembrano aver dimenticato divisioni e faide ultradecennali a difesa della purezza e delle patenti di militanza. Fortunatamente per le sorti della lista, l’apprezzamento non si ferma entro i confini della sinistra in età e sembra contagiare anche un discreto numero di giovani. La piazza di Bologna ha confortato questa impressione, che è poi quella che alimenta un cauto ottimismo in seno alla lista per il raggiungimento dell’agognato 4%.

Alexis Tsipras si è rivelato una sorpresa probabilmente anche per i suoi fan della prima ora, anche per l’impegno senza risparmio che ha messo nella campagna italiana. Un impegno che ha sicuramente aggiunto valore alla lista che porta il suo nome ben oltre l’esempio di quanto è riuscito il suo partito in Grecia, che da noi ha un valore molto relativo. Se mai la lista dovesse superare la soglia di sbarramento dovrà ringraziare il prode greco, che è riuscito a prenderla per mano e a riportarla al mondo ripartendo dai fondamentali.

Pubblicato in Giornalettismo

P.s. Visto che l’astensione proprio non non fa per me, voterò per Tsipras, più o meno per questi motivi [qui]. Ne avrei anche altri, ma oggi sono pigro e non credo poi che interessino a molti.

 

 

 

 

Messo il tag: