L’Italia è uno dei paesi più razzisti d’Europa

Posted on 16 maggio 2014

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Un sondaggio Pew Reearch restituisce l’immagine di un’Italia fanalino di coda della civiltà europea, un paese depresso e rancoroso dove l’antico populismo della destra stracciona fa premio su modernità e razionalità, anche a sinistra.

L’Italia emerge dal sondaggio come uno dei paesi che nutre maggiore sfiducia sul futuro della propria economia e come uno dei paesi più razzisti d’Europa. Anche se è abbastanza chiaro che questo si sposi bene con l’essere un paese intimamente di destra, il sondaggio testimonia l’esistenza di sentimenti simili anche a sinistra.

Sondaggi che riflettono il trend politico nel nostro paese, nel quale dilaga il populismo xenofobo, che dopo gli stranieri ha finito per prendere di mira l’Europa, con buona parte della destra ora schierata con il fronte anti-euro e con la più o meno sinistra ampiamente corresponsabile delle politiche repressive nei confronti d’immigrati e diversamente cristiani.

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I nemici degli italiani sono sempre quelli di tutti i razzisti e fa poca differenza se gli italiani ora odiano un po’ meno gli ebrei (ma sempre più della media europea) e molto di più i musulmani, l’84% di sgradimento per i Rom e i nomadi in generale ci pone saldamente in testa alle classifiche continentali. Sessanta milioni d’italiani spaventati dai circa 24.000 Rom e nomadi censiti da Maroni non sono credibili, se non chiamando in causa una propaganda politica che da 20 anni, in particolare dall’esordio della Lega Nord, li ha messi all’indice quasi come al tempo del nazismo. Capri espiatori di governi fallimentari, che li hanno indicati al popolo come la causa di tutti i mali per deflettere l’attenzione dai propri fallimenti. Il linciaggio del ministro Kyenge è stata la conferma tonante di quanto in basso sia sceso il discorso pubblico nel nostro paese e di come ormai molti ritengano perfettamente legittimo e premiante esprimere pubblicamente il peggiore razzismo.

Anche l’odio per i musulmani è un prodotto artificiale, un riflesso crociato eccitato ad uso della War on Terror, uno spauracchio ancora agitato da parecchi, anche se praticamente in Italia non ce n’era traccia da secoli. Un sorgere che non ha giovato alla causa degli ebrei, che quando il razzismo scalpita finiscono sempre pagarla, la retorica no-euro e anti-banchieri si nutre di ricorrenti richiami al complotto pippoplutogiudaico, personaggi come De Benedetti sono indicati in particolare come ebrei e l’antisemitismo è tornato molto di moda dopo la parentesi della «civiltà giudaico-cristiana» brandita in chiave anti-islamica. Chi semina vento raccoglie tempesta, gli ultimi due decenni di deriva populista e razzista non potevano passare senza conseguenze, ora il nostro paese è diventato uno dei più razzisti d’Europa e se ci si guarda intorno non sembra neppure un problema.

Pubblicato in Giornalettismo

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