La purga dell’US Army tra gli ufficiali che hanno combattuto

Posted on 26 aprile 2014

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P.s. Quella che segue è satira, che ho scambiato per vera, tanto è vicina al linguaggio e alla logica di decine di altri documenti simili

 

Hanno maturato una mentalità «combat» e quindi vanno licenziati. Non sanno preparare bene slide e rapporti, non danno importanza allo stato dell’uniforme, e non sono adatti a perseguire le nuove priorità dell’esercito, come la lotta alla violenza sessuale tra i ranghi o l’incorporamento del personale LGBT. E se sono stati feriti è anche peggio. Il documento che segue definisce la decisione di liberarsi degli ufficiali che hanno combattuto in Iraq e Afghanistan usando il termine «purga» ed è chiaro che la decisione di ricorrere a questo tipo d’epurazione di massa, discenda dal desiderio di liberarsi di militari «difficili» perché plasmati alla guerra e insofferenti di fronte all’estremo formalismo dell’esercito in tempo di pace. Per non dire di quanto possano fare ombra agli ufficiali, anche superiori, che in combattimento non ci sono mai stati e hanno preferito curare la loro carriera e i rapporti che la favoriscono. Adesso non servono più e non serve più la loro mentalità «combat», meglio per loro se si trovano un’altra occupazione, la riconoscenza per veterani ed eroi di guerra non è moneta corrente a Washington, che da sempre li scarica al termine di ogni conflitto.

memo 2

 

 

 

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