Il creazionismo non s’arresta

Posted on 30 gennaio 2014

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La battaglia contro l’evoluzionismo ha assunto dimensioni preoccupanti e gode d’appoggi potenti, non siamo ancora la processo a Galileo, ma il sabotaggio della scienza da parte dei fedeli rischia di aprire il vaso di Pandora dell’ignoranza.

Tutti i maggiori culti religiosi sono creazionisti, credono cioè che qualche divinità abbia creato gli universi e l’umanità e per questo l’apparizione della teoria evoluzionistica ha gettato nello sconcerto i chierici di ogni culto, che ci hanno messo parecchio tempo a prenderle le misure, ma che ora sembrano aver individuato il bersaglio e la maniera di colpirlo attraverso l’educazione, che in questo caso risponde più propriamente alla definizione d’indottrinamento religioso.

L’azione di queste forze, supportate da organizzazioni potenti, ben addentro alla politica e finanziate con generosità, si sostanzia nel perseguimento di tre presunte alternative all’evoluzionismo, ugualmente indimostrate e fondate unicamente sulla fede. La più relativamente avanzata delle tre è quella sposata dai sostenitori della cosiddetta evoluzione teistica, soluzione che salva capra e cavoli sostenendo che Dio ha creato la vita attraverso l’evoluzione e, nel caso della chiesa cattolica, che poi ha soffiato l’umanità nella sua bestia preferita dotandola di un’anima e di tutto il resto. Teorie, si faccia attenzione, che non vanno diffuse nelle ore di religione (che abbiamo solo noi), ma in quelle dedicate alle scienze.

Su questa falsariga, escogitata dal Vaticano dopo decenni di silenzio e studio dall’emergere della figura di Darwin, si sono poi mossi gli evangelici statunitensi, che hanno sortito la storia del «disegno intelligente» che sostiene nientemeno che proprio la scienza abbia dimostrato che la differenza delle forme vitali può essere spiegato solo con l’intervento di un’intelligenza esterna. Cosa che allo stato dell’arte non risulta, ma che viene incontro a quanti invece, i creazionisti duri e puri, sono convinti che la creazione del mondo sia avvenuta precisa precisa a com’è descritta nel testo sacro di riferimento, non solo per la Bibbia e non solo per i cristiani.

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Lo stato dell’arte dice che la teoria evoluzionista è l’unica che abbia dignità scientifica e che sia fondata su fatti e dati ripetibili e riscontrabili, una dignità per nulla intaccata dai tanti «anelli mancanti» che non siamo ancora riusciti a rintracciare tra le memorie fossili del nostro pianeta, del quale conosciamo per certo verità indisputabili che portano a smentire, ad esempio, che il mondo e gli universi siano stati creati solo 6.000 anni fa come dice la Bibbia. Una datazione dell’universo decisamente incompatibile con le conoscenze attuali che stimano sui 13 miliardi di anni la sua età, con un margine d’errore di più o meno 37 milioni di anni, al confronto dei quali i 6.000 della Bibbia sono un nulla, com’è un nulla il nostro pianeta al cospetto dell’universo. Un baraccone decisamente sovradimensionato, per formare il quale la divinità avrebbe impiegato miliardi di anni al fine di far sbocciare su un micro-pianeta la diversità della vita e dotare una di queste forme di vita di anima e intelligenza, farsi infinitamente piccolo per comunicare ed imporre loro l’adorazione di lui stesso in quanto creatore e godersi lo spettacolo, per un lasso di tempo ridicolo in confronto a quello impiegato per allestire tutta la faccenda . Una fantasia affascinante alla quale credono ancora in tantissimi.

Negli Stati Uniti un sondaggio Pew Research, ribadito a breve distanza da uno studio governativo, ha trovato che circa il 60% degli americani crede nell’evoluzione, ma solo la metà di questi crede all’evoluzione senza intervento divino da qualche parte. Un preoccupante 33% crede invece che Dio in persona abbia disposto tutto com’è e insieme fanno quasi il 60% di persone che credono che siamo così come siamo perché Dio ci ha fatto così. Interessante è notare che i repubblicani sono più creazionisti dei democratici e che ben il 64% degli evangelici crede che gli uomini siano stati creati e siano sempre esistiti così come sono adesso fin dall’inizio dei tempi, una credenza condivisa da appena il 15% dei protestanti in generale. La ricerca governativa ha concluso che a credere all’uomo creato così com’è da Dio è il 37%, confermando gli ordini di grandezza rilevati a Pew e un circa 60% che crede nell’intervento divino nell’evoluzione.

Il problema è che il «disegno intelligente» e altre fantasie non sono teorie scientifiche, non hanno alcun fondamento scientifico, ma ad oggi sono insegnati in moltissime scuole attraverso i continenti, hanno conquistato i musulmani come i fedeli di molti culti dell’Asia e arrivano ormai a minacciare la dignità stessa del pensiero scientifico. Per sdoganare l’insegnamento di queste favole nelle scuole infatti s’invoca un’impossibile «pari dignità» tra teorie alternative che tali non sono, perché il creazionismo non ha alcun fondamento scientifico. Un espediente già usato dai negazionisti e da altri gruppi di credenti, che lamentano che le loro idee siano ingiustamente discriminate.

Un espediente che con le opportune complicità politiche funziona anche in un paese come gli Stati Uniti che si è fatto grande esaltando il pensiero scientifico e le scoperte della modernità, dove pure i creazionisti passano per scemi agli occhi di quelli che sono capaci di distinguere tra i risultati della scienza e le fantasie dei sacerdoti di qualche antica tribù, che cercavano nelle parole dei profeti conforto alla loro ignoranza del mondo. Lo stesso governatore della Louisiana Bobby Jindal, che ha una formazione da biologo, ha dichiarato in proposito che «dobbiamo smettere di essere il partito degli stupidi», poi se ne dev’essere subito dimenticato, perché il suo stato può ancora esibire il terrificante Louisiana Science Education Act del 2008 che permette agli insegnanti di usare «libri di testo supplementari per aiutare gli studenti a capire, analizzare, criticare e rivedere le teorie scientifiche in maniera obiettiva», che sarebbe quella dei creazionisti. Una maniera veicolata da testi composti da appositi think tank come il Discovery Institute, che ha anche collaborato alla stesura della legge. Testi che farebbero sorridere se non fossero come sono una seria minaccia a un valore fondante della civiltà moderna.

La Louisiana è occasionalmente anche uno degli stati americani dove il creazionismo è insegnato anche nelle scuole che ricevono fondi pubblici, e che come tali dovrebbero essere vincolate ai programmi approvati a livello federale e non trascendere nel misticismo perché anche i consigli scolastici sono invasi da bigotti che reclamano per i loro figli, e per quelli degli altri, la somministrazione obbligatoria della propaganda creazionista. E la Lousiana non è sola, anche il Texas,il Tennessee e la Florida tengono alta la bandiera del sudismo bigotto e arretrato rompendo il tabù con generosità e con gli stessi mezzi, già che ci si ritrovano e che i finanziatori di questa robaccia tengono anche ad altro, nelle scuole entrano anche libri che spingono i giovani a sviluppare il loro senso critico negando anche il riscaldamento globale. I classici due piccioni con una fava, una concessione ai gentili sponsor, perché nulla nella Bibbia si ritrova in contrasto con quanto la scienza ha registrato accadere al nostro pianeta dall’inizio dell’età industriale.

Più difficile è tracciare il montare del creazionismo altrove, ma il disegno intelligente ha fatto capolino anche da noi ed è brandito da diversi devoti, prospera sulle ali degli evangelici nelle società sudamericane e africane, serve bene gli imam musulmani, e in genere tutti i mistici che hanno qualche problema a far combaciare la narrazione divina con le scoperte della scienza, che ancora deve imparare a difendersi come si deve, se è vero che ci sono scienziati convinti che dibattere con i creazionisti serva a qualcosa di diverso dal fornire loro presso il grande pubblico una dignità e una credibilità che non hanno. L’unico atteggiamento razionale invece è l’ostracismo assoluto,  che si concreti soprattutto nella difesa dell’insegnamento da queste pericolose derive teocratiche, destinate a creare brecce nelle quali chiunque abbia interesse a negare una verità scientifica, e di esempi in proposito ne abbiamo di attualissimi, possa poi infilarsi e creare danni peggiori, Danni alla credibilità della scienza, campo libero agli stregoni in nome di un pretesa e assurda pari dignità tra le loro fantasie e il pensiero scientifico, che invece non esiste e dev’essere rifiutata con la la più assoluta severità.

Pubblicato in Giornalettismo

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