Gianni Riotta è “l’opposto del giornalismo” secondo Glenn Greenwald

Posted on 22 ottobre 2013

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P.S. : Il 14 aprile del 2014 il Washington Post e The Guardian hanno ricevuto il premio Pulitzer per il giornalismo di servizio.

 

Oggi Gianni Riotta ha sbattuto contro Glenn Greenwald, il giornalista di The Guardian che ha seguito il caso Snowden. Motivo del contendere un articolo nel quale Riotta ha accusato Greenwald di non verificare le notizie che pubblica, disconoscendogli persino la qualifica di giornalista. Secondo Riotta infatti Greenwald è un “attivista”, anche se fa il giornalista professionista da anni e se adesso è stato chiamato a dirigere un nuovo media finanziato dal fondatore di eBay. Non contento, Riotta ha peggiorato la situazione attaccando malamente Greenwald e chiunque si sia parato sulla sua strada, defininendo “groupie di Greenwald” persino Stefania Maurizi, giornalista de l’Espresso che collabora con Wikileaks e che ha contestato il suo articolo. Infine si è unito a Giuseppe Vatinno, che anche oggi ha colto l’occasione per molestarmi, inventandosi che avrei un figlio e “tanti guai” (?). Niente che mi risulti, ma richiesto di chiarimenti non ha dettagliato e si è rifugiato nelle facezie. Una serie di figuracce davvero impressionanti, anche per uno come lui, che non è nuovo a capitomboli su Twitter.

Di seguito trovate prima una divertente elaborazione grafica e il duetto con Vatinno  e poi  l’articolo su Giornalettismo di qualche ora fa, aggiornato con il tentativo di Riotta di darsi ragione da solo. Frizzi e lazzi assortiti invece si trovano nei commenti alla timeline di Riotta, che oggi ha elargito buonumore a molti.

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L’epic fail di Gianni Riotta

Cos’ha scritto Gianni Riotta per farsi dare del falsario da Glenn Greenwald e Stefania Maurizi e per finire con lo scatenare l’ilarità in rete? Le solite cosine sue, ma questa volta ha ricevuto reazioni arrabbiatissime.

100% FALSO – Tanta furia è sicuramente motivata, Riotta nel suo pezzo su La Stampa non riconosce a Greenwald neppure la professionalità di giornalista e lo definisce «attivista». Questo anche se Greenwald è un professionista da anni, ma da che parte penda Riotta non è una novità e l’idea che a Greenwald sarà affidato un nuovo e ricco media mainstream finanziato con generosità, non gli dev’essere piaciuta. Così Riotta torna a menarla con la sua teoria, secondo la quale Wikileaks e soci sono solo ladri di documenti che pubblicano senza alcun filtro. E questa è una bugia grossa, che chiunque minimamente informato sul caso è in grado di riconoscere.

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GLI OLD MEDIA – «La campagna di Edward Snowden, ora rifugiato nella Russia di Putin a gestire la cassaforte di dati trafugata in Nsa, non è finita. L’ex giornalista del Guardian Glenn Greenwald è stato assunto dal miliardario Pierre Omidyar, fondatore della catena di aste online eBay, e il duo intende lanciare nuovi documenti, senza le precauzioni giornalistiche «old media» dei quotidiani, considerate obsolete. La filosofia di Greenwald e Snowden, condivisa dall’ex agente Kgb Putin e ora corroborata dalla ricchezza e diffusione digitale di Omidyar, è opposta a quella del giornalismo professionale, senza controllo delle fonti, ricerca dei motivi per cui certi documenti vengono diffusi, analisi delle conseguenze che la pubblicazione comporta, per esempio sull’antiterrorismo. »

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BALLE – Peccato che la loro “filosofia” non sia quella inventata da Riotta, per non dire di quanto sia condivisa da Putin, che c’entra solo per associare un cattivo a caso a quelli da mettere in cattiva luce. E peccato anche che a pubblicare cable e file di Snowden siano stato gli amati “old media” dopo le opportune verifiche. Ma non basta, perché Riotta rincara la dose e passa ad accusare Greenwald di aiuto ai terroristi: «Come ha detto il capo dei servizi segreti inglesi MI5, Andrew Parker, l’impresa di Snowden «è un regalo immenso ai terroristi». Il tutto per concludere dicendo che il problema non è tanto lo spionaggio americano, quello che c’è da correggere è il processo di reclutamento, che Riotta avrebbe sicuramente portare a termine in maniera più efficace: « Obama deve imporre regole alla Nsa, magari reclutando con più attenzione: letti i curriculum del soldato Manning e dell’agente Snowden ci si chiede quale matto li abbia messi a lavorare con i dati segreti».

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IL MAESTRO DI GIORNALISMO – E i giornalisti? Che resta da fare ai giornalisti? «E, infine, i giornalisti professionisti veterani dovrebbero spiegare al pubblico qual è la posta in gioco, come funziona davvero la raccolta dati, che differenza c’è tra informazione libera e furto di dossier segreti». Peccato che siano attività dalle quali Riotta s’astiene, occupandosi semmai di diffondere falsità, come subito ha sottolineato Greenwald, accusandolo di scrivere cose false «al 100%» e di essere “l’opposto del giornalismo”. Opinione che in effetti è abbastanza condivisa anche dalla nostre parti,almeno a giudicare dalle reazioni raccolte su Twitter, dove Stefania Maurizi (de L’Espresso) e poi Greenwald hanno raccolto un vasto plauso.

EDIT 15:50 – Gianni Riotta ha appena pubblicato un resoconto un po’ impreciso della cosa:

In realtà Greenwald non ha cancellato proprio nulla: i tweet non si vedono semplicemente perché, essendo risposte, bisogna cliccare su “Tutto” in alto sul profilo, di solito altrimenti impostato su “nessuna risposta”. E infatti i tweet di Greenwald contro di lui ci sono tutti.

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Aggiornamento: Il direttore de La Stampa Mario Calabresi ha risposto a Greenwald rappresentando falsamente il contenuto dell’articolo di Riotta e ignorando Maurizi e la valanga di critiche ricevute dalla sponda italiana. Anche in questo caso è stato incapace di riconoscere gli errori e di rapportarsi correttamente con le critiche, forse era meglio se non avesse risposto come d’abitudine, ma si vede che le critiche dall’estero valgono di più. Prevedibile che non finisca qui.