Il riscaldamento globale è una realtà, che nessuno vuole affrontare

Posted on 29 settembre 2013

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Non c’è più spazio per lo scetticismo, l’ultimo rapportone dell’IPCC conferma il riscaldamente in corso del pianeta e anche la sua origine antropica, una pessima notizia anche per la politica, che finora ha preferito ignorare il tema.

ipcc

Il rappporto dell’IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change – non lascia margine di dubbio, con quel 95% di certezza nelle sue conclusioni conferma i peggiori timori esibiti da anni da scienziati, climatologi e persone che hanno a cuore la salute del pianeta. Il panel internazionale conferma che il riscaldamento globale è in corso, che i ghiacci si stanno ritirando, che le temperature aumentano, gli oceani s’innalzano e il livello di CO2 in atmosfera non cessa d’aumentare, modificando la stessa aria che respiriamo.

La conclusione del documento è che più tardi si farà qualcosa per limitare le emissioni di CO2, prima causa antropica del riscaldamento globale, maggiori saranno i rischi e più grandi i costi per farvi fronte. Costi che pargheranno le nuove generazioni e forse è per questo che oggi come nei decenni passati non si riesce a trovare il modo di mobilitare la comunità internazionale per tagliare le emissioni globali, troppo potenti sono gli interessi qui e ora perché quelli delle generazioni future trovino rappresentanza.

ipcc co2

Il messaggio Oggi è “inequivoco” ha detto il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon, “…the eat is on. We must act”, dobbiamo agire. Anche se veniamo da un decennio d’incontri sul tema andati desolatamente a vuoto. John Kerry se l’è presa con i negazionisti, quelli che hanno fatto (letteralmente) carte false per smentire la realtà, arrivando ad ipotizzare un complotto contro i petrolieri, per dire il livello.

Oggi il rapporto ci dice che gli scienziati sono molto sicuri del fatto che la maggiore responsabilità del rescaldamento globale sia dell’uomo, che i 2° d’aumento delle temperature a fine secolo potrebbero anche diventare di più, che il livello dei mari è già cresciuto e crescerà ancora, e che la quantità di risorse fossili che ancora restano da bruciare è di parecchi ordini di grandezza superiore a quella che può assorbire l’atmosfera senza che succedano disastri epocali. Prima di rimanere senza petrolio, gas e carbone rimarremo senza pianeta, se continuiamo a bruciarli così.

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