La Cia ci spia anche i conti correnti

Posted on 19 settembre 2013

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La parte indiscutibilmente più “hard” dello scandalo NSA, quella che riguarda lo spionaggio del sistema dei trasferimenti bancari, continua ad essere ignorata dai media italiani, nonostante implichi una terribile lesione della sovranità e permetta impieghi di quei dati dannosissimi per i cittadini UE.

IL GIURAMENTO DI PINOCCHIO – Avevano giurato di non farlo più, avevano siglato un accordo (CLEAR) con l’Unione Europea nel quale s’impegnavano a informare su come e quanto spiavano i conti correnti degli europei e le transazioni bancarie, ma lo scandalo NSA ha dimostrato che non hanno mantenuto la parola. E che oltre a papparsi tutti i dati delle transazioni del consorzio SWIFT, quelli di NSA s’immergono nelle banche dati delle banche europee in diversi modi, anche più creativi.

LO SCANDALO SWIFT – Nel 2006 si scoprì che gli Stati Uniti si appropriavano in copia dei dati del consorzio SWIFT, il colosso attraverso il quale passano i trasferimenti bancari mondiali. Lo facevano grazie all’ordine di un giudice alla società, che ha un server gemello negli Stati Uniti. I dieci banchieri centrali che presiedono SWIFT acconsentirono e non informarono neppure i governi, si faceva per combattere i terroristi. Anche se nel 2006 i terroristi avevano imparato da tempo a spostare il denaro servendosi di lettere di credito o di corrispondenti ed evitando accuratamente di far passare le loro transazioni in rete.

LA CIA CI SPIAVA – Ne uscì un mezzo scandalo, mezzo perché se non ve lo ricordate è perché non ne ha parlato nessuno, anche se le banche inviarono a tutti i correntisti una comunicazione nella quale informavano che gli Stati Uniti spiavano i movimenti bancari e le banche non ci potevano far niente. Anche il severo intervento dell’allora garante per la Privacy, Francesco Pizzetti, che lo aveva definito un gravissimo caso di spionaggio, cadde nel vuoto, così come non ci fu alcuna attenzione per i negoziati in sede europea, con una prima versione dell’accordo CLEAR respinto con furore al Parlamento Europeo e l’approvazione di una seconda più stringente, quella che gli americani hanno allegramente sbeffeggiato facendo come se non ci fosse.

LA CIA CI SPIA ANCORA – Ora al parlamento europeo è finalmente maturata la giusta rabbia e qualcosa si muove. Giusta perché, a prescindere dall’orientamento politico, lo scandalo non è nuovo, la sfacciataggine degli USA è offensiva e l’impiego che fanno di quei dati è ai danni degli stessi paesi e cittadini europei, altro che terrorismo. Storia vecchia, già ai tempi dello scandalo Echelon emerse che lo spionaggio fu messo a vantaggio del consorzio Boeing ai danni di Airbus, poi ci fu il primo scandal Swift ad allarmare per la sua pervasività. Il pericolo è evidente, condividendo l’accesso a quei dati diverse agenzie, più i contractors, più le aziende alle quali si è già dimostrato che possano essere trasmessi, gli statunitensi violano il segreto bancario e hanno accesso ai segreti contabili di aziende, istituzioni, cittadini comuni e leader politici. Una formidabile arma nelle mani di chi ha già dimostrato di usarla per difendere “l’interesse nazionale”, che può identificarsi nella pratica in qualsiasi cosa, anche in quello di un’azienda o di un affarista.

SWIFT übermittelte Daten nach Washington

BASTA CON L’ACCORDO – Socialdemocratici, verdi, liberali ed estrema sinistra stanno avanzando al parlamento si Strasburgo la richiesta di sospensione dell’accordo su SWIFT con gli Stati Uniti, di fatto già carta straccia, ma anche la destra e l’ala democristiana è in subbuglio, brucia la presa in giro e brucia la figura da fessi che segue la scoperta dello spionaggio no-limit degli americani.

I PRETESTI AMERICANI – Nessuno si è bevuto la scusa del diterrote della NSA Clapper, che l’aveva messa che spiano gli alleati per fornire: «… agli Stati Uniti e ai nostri alleati allarmi tempestivi sulle crisi finanziarie internazionali che potrebbero impattare negativamente sll’economia globale», barzelletta paradossale, visto che nel 2008 lo spionaggio di NSA non si è accorto della crisi e visto che non si capisce bene perché l’agenzia di spie americane dovrebbe spiare i conti degli europei per avvertirli se vanno in crisi.

RESTIAMO BEFFATI E SPIATI – Il presidente del parlamento europeo Martin Shultz ha richiamato l’esigenza di chiarezza nei rapporti interontinentali, e ha ricordato che l’abbandono dell’accordo su SWIFT non avrebbe alcuna conseguenza immediata, vista la mancanza di un sistema alternativo. Manfred Weber, un conservatore, ha ribadito la richiesta di chiarezza, ma per ora non è chiaro quali contromisure siano a disposizione di un’Europa che nei fatti è spiata e presa in giro da Washington a piacimento. L’alternativa potrebbe venire da Oriente, dove i cinesi stanno pensando a un sistema simile per ovviare al problema, ma resta il fatto che SWIFT è un sistema europeo e che l’ideale sarebbe che l’Unione Europea fosse in grado di garantirne l’impermeabilità a terzi, fossero pure gli Stati Uniti o i governi degli stati membri, anche perché altrimenti qualsiasi normativa sulla privacy o a tutela el segreto bancario nell’Unione perde inevitabilmente di senso.

informativa SWIFT

Pubblicato in Giornalettismo