Washington, spiare il resto del mondo è legale

Posted on 7 giugno 2013

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Per Obama il problema è lo spionaggio degli americani, per gli stranieri c’è una legge che l’autorizza e non è è una questione che interessi gli americani.

PRISM slide crop

LE CONFERME – Esponenti dell’amministrazione hanno confermato l’esistenza del programma PRISM al New York Times, facendo presente che c’è una legge che autorizza lo spionaggio all’estero e che ci sono meccanismi per fare in modo che quello degli americani sia possibile solo a certe condizioni. Se ne deduce che i dati degli stranieri depositati nei server delle grandi compagnie indicate dai documenti venuti alla luce poche ora fa siano territorio di caccia libera per i quasi 5 milioni di americani che hanno un nulla-osta per la sicurezza o almeno tra il quasi milione di americani dotata di credenziali ancora superiori per l’accesso ai terminali che aprono la porta sul mondo dei dati classificati.

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IL POTERE – Proprio di terminali molto versatili sono dotati gli uomini di NSA e altre agenzie che sfruttano le capacità di PRISM, proprio la vista di quello che è possibile fare con quei terminali avrebbe spinto la persona che ha consegnato i documenti relativi a PRISM al Washington Post, che ha riassunto la sua conoscenza delle potenzialità del sistema con la frase: “Possono quasi letteralmente vedere le tue idee formarsi mentre le digiti.”

A COSA SERVE – E per quali scopi sia autorizzato questo genere di spionaggio si può dedurre da una successiva affermazione della fonte dell’amministrazione al NYT: “Le informazioni raccolte nell’ambito del programma sono tra l’intelligence più importante e valida che raccogliamo, e sono usate per proteggere la nostra nazione da un’ampia gamma di minacce“.

UN INCUBO TOTALITARIO – Se non bastasse, ecco subito l’ammissione che quei dati sono condivisi anche con altri governi, o almeno con quello britannico, che quindi attraverso PRISM ha accesso ai dati dei cittadini britannici senza dover ricorrere alle autorizzazioni giudiziarie necessarie per farlo in Gran Bretagna, un problema in più per i sudditi di sua maestà, ma evidentemente anche per i cittadini di altri paesi, che possono essere liberamente spiati dalla CIA o dai loro stessi governi con la complicità degli americani.

CHI SPIA CHI? – Un problema enorme per l’immagine degli Stati Uniti e per le aziende coinvolte, ma soprattutto un problema per i governi, le istituzioni, le aziende e i cittadini coinvolti, che in quasi tutto il mondo consegnano la loro vita e aprono i loro segreti agli occhi di ufficiali e contractor che dagli Stati Uniti o da ovunque nel mondo possono in ogni momento impadronirsi di tutte le loro conversazioni presenti e passate e di tutti i documenti che hanno affidato ai servizi più popolari della rete. In queste ore Obama incontra il presidente cinese, in agenda Obama aveva il lamento per le attività di spionaggio informatico che i cinesi eserciterebbero ai danni di quelle americane, ora invece dovrà spiegare la legittimità ed esistenza di quello che alcuni ufficiali americani hanno definito “un grande vantaggio strategico” al collega cinese.

Pubblicato in Giornalettismo

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